Andrea Gangini's blog
Confuto Ergo Sum
Confuto Ergo Sum
30 lug
1-11 settembre
Tante le iniziative che il comune di Venezia ospiterà nelle prossimi settimane.
Immancabile e attesissima la 67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
Dal primo all’11 settembre sulla città degli innamorati si accenderanno i riflettori del Festival del Cinema di Venezia diretto da Marco Müller. Una manifestazione che da sempre attira star e appassionati della settima arte ma anche curiosi e turisti da tutto il mondo.
Come vi avevamo annunciato qualche mese fa il Presidente della Giuria internazionale del Concorso sarà il regista e sceneggiatore statunitense Quentin Tarantino.
Ad accompagnarlo in questa avventura saranno il messicano Guillermo Arriaga, scrittore e sceneggiatore tra più influenti, l’attrice lituana Ingeborga Dapkunaite, il regista e sceneggiatore francese Arnaud Desplechin, Danny Elfman, musicista e cantante statunitense, il regista e sceneggiatore italiano Luca Guadagnino, infine il premio Oscar, regista e sceneggiatore Gabriele Salvatores.
Come da tradizione la premiazione avverrà durante la serata conclusiva della Mostra (11 settembre 2010) durante la quale la Giuria Internazionale Venezia 67 sarà chiamata ad assegnare ai lungometraggi in concorso i premi ufficiali: il Leone d’Oro per il miglior film, il Leone d’Argento per la migliore regia, il Premio Speciale della Giuria, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, il Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente, l’Osella per il miglior contributo tecnico, l’Osella per la migliore sceneggiatura.
Madrina di questa 67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia sarà uno dei nuovi sorprendenti talenti del cinema italiano, l’attrice Isabella Ragonese.
Alla Regonese l’emozionante compito di aprire questa 67. Mostra nella serata di mercoledì 1 settembre, sul palco della Sala Grande (Palazzo del Cinema), in occasione della cerimonia di inaugurazione, e di condurre anche la cerimonia di chiusura.
A 10 anni di distanza dalla scomparsa di Vittorio Gassman, la Biennale di Venezia e il Festival renderanno omaggio a uno degli artistio simbolo del cinema italiano di tutti i tempi con due proiezioni straordinarie: Vittorio racconta Gassman, una vita da Mattatore (80’), “film-confessione di Vittorio Gassman” ricchissimo d’inediti, realizzato da Giancarlo Scarchilli con la collaborazione di Alessandro Gassman e la versione restaurata di Profumo di donna (1974) di Dino Risi.
E se il programma ufficiale sarà reso noto nei prossimi giorni sappiamo che a inaugurare questo Festival del Cinema sarà la proiezione del film in Concorso, Black Swan di Darren Aronofksy, thriller psicologico ambientato nel mondo del balletto newyorkese, mentre The Tempest, diretto dalla celebre regista statunitense di cinema e teatro Julie Taymor, sarà il film di chiusura (Fuori Concorso) della 67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
30 lug
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Sognare non costa nulla ;)

Di fronte, fra palme di vario fusto e ibiscus di colori diversi, tipiche tiare bianche e altre piante dai nomi esotici, spunta il mare cristallino della laguna, a nemmeno cento metri di distanza. La sua superficie è appena increspata. Possiede variazioni di blu e azzurro che pensavo non esistessero, che fossero solamente fotomontaggi delle guide turistiche per stupire chi guarda in maniera spropositata. Invece la realtà riesce a essere ancora migliore. Turisti per caso.
Secondo me Saccomony ci ha lasciato un pezzo di cuore a Maputi, una delle isole Sottovento della Polinesia francese (le altre isole si chiamano Raiatea, Bora Bora, Tupai, Manuae, Motu One …). Neppure 400 metri, i resti di un antico vulcano, circondato da una stupenda barriera corallina e da una manciata di motu, isolotti sabbiosi che hanno creato una laguna interna. Qui vivono un migliaio di polinesiani, che condividono questo piccolo paradiso terrestre con i turisti.
A Maputi non ci sono (non ci sono ancora) resort di lusso, grandi catene alberghiere, ma solo una decina di strutture gestite da famiglie locali, e lo stesso vale per bar e ristoranti. A Maupiti ci si può arrivare con il traghetto da Bora Bora (tre volte la settimana) che impiega poco meno di due ore, o con la Air Thaiti, con partenze giornaliere (escluso il giovedì) da Thaiti.
Foto | SF Brit.
Maupiti, perla delle isole Sottovento é stato pubblicato su travelblog alle 07:40 di venerdì 30 luglio 2010.
30 lug

L’investitura e i simboli che venivano consegnati ai pellegrini all’inizio del cammino verso Santiago de Compostela sono sempre stati la parte per me più affascinante di questo pellegrinaggio: per questo ho deciso di vestirmi come loro per affrontare gli 840 km che mi trovo davanti.
In questo modo, con una veste corta che mi permette il cammino, un cappello a falde larghe per ripararmi dalla pioggia, ma anche dal sole e dal vento, una cappa per proteggermi dal freddo, mi sento davvero ‘l’homo viator’ del Medioevo, quello che viaggiava a piedi perché era il modo più virtuoso di viaggiare.
“Ricevi questa bisaccia, attributo del tuo pellegrinaggio affinché, purificato ed emendato, ti affretti ad arrivare ai piedi di San Giacomo dove hai desiderio di arrivare e, compiuto il tuo viaggio, torni a noi sano e salvo con grande gioia, se così vorrà Dio che vive e regna nei secoli dei secoli”.
Foto | Roberta Barbi e Flickr
Santiago de Compostela curiosa
La mia bisaccia è fatta di pelle ed è piccola, perché deve ricordarmi che ho bisogno di portare con me poche cose lungo il cammino.
“Ricevi questo bastone, per sostegno nel viaggio e nella fatica sulla strada del tuo pellegrinaggio affinché ti serva a battere chiunque ti vorrà far del male e ti faccia arrivare tranquillo ai piedi di San Giacomo e, compiuto il tuo viaggio, tu possa tornare da noi con grande gioia, con l’aiuto di Dio stesso, che vive e regna nei secoli dei secoli”.
Il bastone, chiamato secondo la tradizione ‘bordone’, serve ad appoggiarsi quando si è stanchi, ma anche a farsi strada e a scacciare gli animali selvatici in situazioni di pericolo.
Poi c’è la borraccia, ricavata all’interno di una zucca e da appendere al bordone: ovvio il suo utilizzo. Su quelle che si trovano oggi, simili a quelle medievali, è raffigurato un pellegrino nella sua veste tipica, con tanto di mantello, gonnella, calzari e bastone dalla punta ferrata.
Ma sarà buona norma portare con sé anche una mappa, l’antica ‘Tabula Peutingeriana’: una delle più vecchie esistenti, in cui sono riportate le strade carrozzabili e le istruzioni che il pellegrino doveva seguire. Risale al 1838, quando la ferrovia era ancora agli albori e per mare si andava sui velieri a vapore. Vi sono indicati anche i posti di dogana e di pagamento delle gabelle, i servizi di stallo, la disponibilità a trovare cavalli e i punti di valico delle montagne.
Ma vero simbolo del pellegrino diretto a Santiago è la conchiglia: segno di vita e di rinascita, di purificazione (viene usata per versare l’acqua santa durante il Battesimo), ma anche utile strumento per bere durante il cammino. Pare che il suo uso derivi dagli antichi pellegrini che si cibavano di capesante e molluschi, conservandone poi il guscio.
Ma in merito c’è anche una leggenda: Teodosio e Attanasio, due discepoli di San Giacomo, mentre portavano le spoglie del Santo in Galizia, si fermarono a Bouzas per celebrare un matrimonio. Durante le nozze, il cavallo dello sposo inciampò e cadde in acqua. La gente già piangeva la loro morte quando sposo e cavallo emersero all’improvviso con il corpo interamente tappezzato di conchiglie, accanto alla barca che trasportava il Santo. Tutti vi riconobbero un miracolo di San Giacomo, e così si assunse la conchiglia come simbolo del pellegrinaggio.
Spesso sulla conchiglia si trova raffigurata anche la croce di San Giacomo: di fatto è una spada rovesciata con il lato lungo che ricorda la lama e quello corto che rappresenta l’impugnatura. La si può conficcare nel terreno durante il cammino e utilizzarla come croce davanti alla quale pregare. San Giacomo divenne il protettore delle milizie cristiane e pare sia apparso molte volte ai soldati per incitarli alla vittoria.
Un altro simbolo, sono diventate, di fatto, le frecce gialle usate per indicare il cammino: il primo a tracciarle fu nel 1984 don Elías Valiña, parroco del Cebreiro, con della vernice avanzata da alcuni lavori stradali. Ora sono conosciute in tutto il mondo e ritenute inconfondibili, almeno per chi ha percorso il cammino almeno una volta.
E poi ho deciso di portare con me anche un’icona di San Giacomo, in cui l’Apostolo di Gesù, nelle sue vesti di pellegrino, viene raffigurato simile a Cristo nella sua fisionomia, dopo che Lui lo aveva investito della particolare missione di vivere insieme la Trasfigurazione del Signore e l’agonia nel Getsemani.
Il Santiago in questione ha la tunica verde come le discese dai Pirenei all’inizio del cammino, ha il clavo, o mantello, dorato, simbolo di regalità, perché è re chiunque accoglie un pellegrino: accoglie Cristo stesso. Il manto rosso simboleggia la forza del Santo nella sua predicazione, il colore del sangue che non ha esitato a versare per portare ovunque il Vangelo.
Poi ha con sé cappello e bisaccia marroni, colore della madre terra che ci ospita e ci sostiene con i suoi frutti, e alla quale ritorneremo alla fine di ben altro cammino, quello terreno; la borraccia fatta con la zucca gialla, colore della meseta arsa dal sole d’estate, il bordone, la conchiglia e il Libro, la Parola, essenza stessa dell’essere, con sopra raffigurata la croce-spada.
L’antica via dei pellegrini si fermava a Finisterre e così decido che terminerà lì anche la mia. Attraverso Negreira e Olveiroa con i loro granai e palazzi del cotone, sono circa altri 80 km che culminano negli ultimi 3 di salita verso il Capo di Finisterre, dove finiva la terra e, secondo i Celti, le anime si imbarcavano verso l’aldilà, essendo considerato il punto più a ovest del mondo.
Qui si trovano un faro e le ultime colonnine con le insegne del cammino, e uno scarpone che segna la fine del percorso prima della scogliera, prima dell’oceano, prima dell’orizzonte.
Santiago de Compostela con Terzani: i simboli del pellegrinaggio e un salto a Finisterre é stato pubblicato su travelblog alle 09:00 di venerdì 30 luglio 2010.
30 lug
In altre parole, le immagini presentate nel caso dell'avvistamento cinese non c'entrano nulla con l'avvistamento stesso e sono state prese irresponsabilmente da Internet per abbellire la notizia.29 lug
29 lug
Sempre carine le Search Stories di Google. Questa volta l’oggetto è un comune mortale in procinto di diventare padre: la moglie che è incita, quali libri comprare per prepararsi, come vendere la propria collezione di vinili per fare un po’ di soldi e poi tutti i mille interrogativi sul nuovo esserino.
In questa sorta di spot il motore di Google aiuta a dare le riposte ai mille quesiti del nuovo padre.
Via | Googleblog.blogspot.com
Una Search Story di Google sul diventare padre per la prima volta é stato pubblicato su downloadblog alle 11:00 di giovedì 29 luglio 2010.
29 lug
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Cito testualmente: “I nostri lavoratori sono il vero motore dell’azienda” ha commentato Werner Widuckel, responsabile del personale. “Dipendiamo da loro, specialmente nell’attuale contesto economico. Per questo motivo riteniamo naturale dividere i successi economici”. Da gennaio al termine di luglio ciascun operaio Audi ha ricevuto in bonus oltre 3.500 euro."
Anche Marchionne la pensa allo stesso modo. Anche i nostri manager la pensano allo stesso modo.

Entro il termine di luglio ciascun operaio Audi riceverà un bonus produzione pari a circa 1.350 euro, che si aggiunge agli ulteriori 1.200 euro presenti nella busta paga di giugno. Il costruttore dei quattro anelli ha destinato 97 milioni di euro per gratificare i propri dipendenti e festeggiare l’ottimo risultato finanziario nell’esercizio 2009, chiuso in nero nonostante il pesante contraccolpo della crisi economica. “I nostri lavoratori sono il vero motore dell’azienda” ha commentato Werner Widuckel, responsabile del personale. “Dipendiamo da loro, specialmente nell’attuale contesto economico. Per questo motivo riteniamo naturale dividere i successi economici”. Da gennaio al termine di luglio ciascun operaio Audi ha ricevuto in bonus oltre 3.500 euro.
Audi: 1.350 euro di bonus per ciascun dipendente é stato pubblicato su autoblog alle 13:49 di mercoledì 28 luglio 2010.
29 lug
Con l’Audi A7 Sportback si completa il quadro delle denominazioni della Casa di Ingolstadt. Dall’A1 all’A8, adesso c’è una vettura Audi per ogni numero, in attesa del ritorno dell’A2 e del debutto dell’improbabile A9, mentre la sigla A0 potrebbe identificare la citycar elettrica a zero emissioni che deriverà dalla Volkswagen E-Up! Concept. La sigla A7 ha avuto una lunga gestazione: infatti, a fine anni ‘90 doveva identificare la mai nata MPV di classe premium che sarebbe derivata dalla Volkswagen Sharan per competere con la Mercedes Classe V.
Dopo l’abbandono del progetto relativo alla monovolume di lusso, Audi puntò inizialmente sul nome A7 per identificare la versione di serie della concept Pikes Peak. L’auto rimase fedele al numero, ma la Casa di Ingolstadt decise di virare sull’inedita sigla Q7, anche perché la prima SUV di Audi debuttò in occasione dei 25 anni della trazione integrale quattro. Adesso, invece, l’Audi A7 è diventata realtà e rappresenta la berlina coupé che andrà a competere direttamente con la nuova Mercedes CLS.
Essendo caratterizzata da un numero dispari, è molto probabile che la gamma non resti limitata alla sola variante Sportback. Come le varie A1, A3 e A5, l’Audi A7 potrebbe essere proposta anche nelle varianti coupé e Cabriolet, anche perché la Casa di Ingolstadt ha l’obiettivo di conquistare la leadership del mercato premium nel 2015. E mancare all’appuntamento con un segmento già occupato dalla diretta concorrenza con BMW Serie 6 e le Mercedes Classe E Coupé e Cabrio, potrebbe rappresentare un errore anche sul piano dell’immagine.
Audi A7: l'anello che mancava é stato pubblicato su autoblog alle 09:06 di giovedì 29 luglio 2010.
29 lug
Per rispondere alle critiche levatesi in coro da una larga fetta d’utenza “hardcore” di X360 e da diversi analisti (Michael Pachter in testa) all’annuncio ufficiale del prezzo di vendita al pubblico di Kinect, Brett Siddons di Microsoft UK ha deciso di uscire allo scoperto e di “fare i conti” con i colleghi di TechRadar:
“Kinect costa troppo? Proviamo a guardare il prezzo da un’altra prospettiva: se prendiamo ad esempio il bundle di base da 129.99 sterline (da noi 149,99€) scopriamo che è un pacchetto a sé stante, per chi ha già una console Xbox 360 in casa è perfetto, ha già un gioco al suo interno e, cosa più importante, non necessita di alcun acquisto supplementare. La telecamera rileva contemporaneamente sei persone (due persone che giocano per volta), non si devono comprare altri accessori per divertirsi con i propri amici o la famiglia.
Con Wii e PlayStation Move, se volete raggiungere lo stesso livello di Kinect dovete acquistare accessori aggiuntivi anche solo per giocare in due sulla stessa console, mentre con la nostra proposta non c’è nessun problema, una volta comprata la periferica si è apposto per sempre. Da questo punto di vista, quindi, il prezzo di Kinect è assolutamente concorrenziale.”
La partita che si giocherà quest’autunno a colpi di periferiche sensibili al movimento sul terreno delle console ad alta definizione, con tutta probabilità è destinata a spostare per sempre gli equilibri tra le due piattaforme, segnando in questo modo la seconda metà del loro ciclo vitale: lo scontro si accenderà il prossimo 15 settembre con la commercializzazione di PlayStation Move per PS3, infiammandosi poi a novembre con l’uscita di Kinect per X360.
Forza Kinect: galleria immagini
Microsoft: Kinect è più economico di Wii e Move é stato pubblicato su gamesblog alle 08:45 di giovedì 29 luglio 2010.
29 lug

Per il mondo degli eBook è tutto un ribollir di tini, per dirla con Carducci. La prima buona notizia viene da Amazon: Stieg Larsson è il primo scrittore che ha venduto un milione di copie sul Kindle. Cifre importanti, per gli eBook: non solo più qualcosa di nicchia.
I dati di vendita dell’autore svedese pare non convincano gli scrittori italiani: Roberto Santachiara, uno dei principali agenti letterari italiani (nella sua scuderia figurano Wu Ming, Carlo Lucarelli, Roberto Saviano, Simona Vinci, Valeria Parrella, Letizia Muratori, Giordano Bruno Guerri, e, fra gli stranieri, Stephen King, Thomas Pynchon, James Ellroy, Jeffery Deaver, Ian McEwan, James Hillman) ha scritto ai suoi autori invitandoli alla massima prudenza per quel che riguarda gli eBook. Motivo? Pecunia sonante:
Ho ragionato sulla migliore offerta ricevuta per quanto riguarda i diritti d’autore sugli e-book. Un’offerta, peraltro, standard: perché quasi tutti gli editori, soprattutto i tre grandi gruppi italiani, si orientano sulla stessa ipotesi. Ovvero: nessun nuovo anticipo per l’autore, e una royalty attorno al 25%. Ma sul netto defiscalizzato, e non sul prezzo di download […] In un accordo serio, l’autore dovrebbe prendere il 50% e suddividere i proventi netti con l’editore. Altrimenti, bisognerebbe mettere in copertina il nome del maggior beneficiario dell’operazione, e scrivere che il romanzo in questione è firmato da Carlo Lucarelli e dall’Ufficio IVA.
Al di là dell’idea romantica, un libro è anche questo. Quello che però mi sembra opportuno notare è che i tre grandi gruppi italiani si orientano sulla stessa ipotesi: mentre Larsson vende un milione di eBook su Amazon, in Italia stiamo ancora nel campo delle ipotesi.
Altro argomento che riguarda l’eBook è la campagna sull’IVA al 4%, di cui vi abbiamo parlato (al momento attuale l’IVA sugli eBook è al 20%). Il problema è difficile da inquadrare in maniera completa perché sono da prendere in esame varie (per esempio: il diritto di resta che, con gli eBook, di fatto decade). Stimolante, in questo senso, la riflessione di Mario Guaraldi, fondatore dell’omonima casa editrice:
L’eBook, col suo contenuto immateriale, ripropone a tutto il sistema editoriale, in maniera non ambigua, la sua natura di servizio culturalmente rilevante offerto alla cittadinanza, a partire dal mondo della Scuola: non solo la sua natura di merce, che tuttavia non è estranea neppure al mondo degli ebook, senza scandalo per nessuno […] Sarebbe tempo di invocare una vera Costituente del Libro tout-court […] perché un libro è un libro in qualunque forma si presenti, è il suo contenuto non la sua forma.
Ultima nota, riguardante gli eReader: quelli che hanno raggiunto il mercato globale nel secondo trimestre 2010 sono stati 1.35 milioni (contro le stime iniziali di 2.02 milioni di unità); si prevede che nella seconda metà del 2010 si dovrebbe raggiungere la somma 7 milioni di macchine.
Tutto questo discutere e chiosare sull’eBook lo trovo interessante dal momento che si inizia a parlare di qualcosa che effettivamente c’è.
Foto | Flickr
Amazon: Stieg Larsson vende un milione di copie in eBook. In Italia, intanto... é stato pubblicato su booksblog alle 08:01 di giovedì 29 luglio 2010.