Spesso nella vita ci si trova davanti a delle scelte. O meglio: tutta la vita è un susseguirsi di scelte, dalle più banali che probabilmente non determineranno nessun risvolto imprevisto nello svolgersi degli eventi futuri, a quelle che invece rappresentano un vero e proprio sconvolgimento e una volta prese difficilmente si ritorna indietro.
Io lo chiamo l’incubo del “What if…”, ovvero del “Cosa sarebbe successo se….”
Per me, come per altri, è quando ci si trova davanti un bivio estremamente critico, nasce sempre un enorme conflitto interiore; per altri soggetti invece no. Un decisione importante, sia che fosse giusta o sbagliata, rappresenta cmq una possibilità di crescita: non ci si deve mai voltare indietro. Ecco io faccio un po’ fatica a mettere in pratica questa visione delle cose.
Essendo una persona molto pragmatica, e cmq responsabile, mi trovo ogni volta a valutare le possibili conseguenze di una scelta errata. E spesso il percepire queste eventualità, mi fa prendere la decisione meno azzardata, ma il cui premio una volta raggiunto il traguardo è ben meno consistente.
Spesso invidio chi sfida il futuro lanciandosi e non curandosi delle conseguenze. Poi rifletto. E vedo che molto spesso che chi fa così, sono quelle persone che nel caso le cose vadano male possiedono un bel paracadute di emergenza; o perchè vi sono i genitori sempre pronti a correre in aiuto, o perchè dal punto di vista economico possono dirsi liberi da preoccupazioni.
E allora mi dico che è facile essere leoni e rincorrere gazzelle sapendo che se si rimane a bocca asciutta basta andare al supermercato e comprare un bel prosciutto…..

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