maggio 19, 2010

Campfire

100 years later, this story remains terrifying--not because it's the local network block, but because the killer is still on IPv4.
maggio 18, 2010

I Am So Buying This

Shared by Andrea Gangini
Penso che da piccolo sarei andato fuori di testa per un gioco cosi' nel cortile :)

awesome photos I Am So Buying This

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maggio 17, 2010

La carota e lasino

Può la carota fare la felicità dell’asino?

Ognuno conosce la faccenda della carota appesa all’estremità di una pertica, davanti al naso dell’asino, per forzarlo a camminare.

L‘altro giorno,al vedere un bambino che strillava “Ne ho voglia!” davanti alla facciata di un negozio di articoli ad un euro, mi sono rammentato un episodio dello stesso genere, con un mio nipotino, ed eccomi ripartito sui tre veleni:avidità, ira ed ignoranzia.

Sembra proprio che l’avidità sia uno dei principali motori dell’essere umano. A secondo D. Loy (e sono d’accordo), tale avidità è in relazione col Non-Se.

Si sa che il Buddhadharma insegna il Non-Se, cioè che nulla esista di per se, cioè independantemente del proprio contesto, cioè ancora senza relazione col resto. Ora, se tale principio è relativamente facile da integrare, in tanto che si tratti di cose e di oggetti, come per esempio che non si ha libri senza carta e senza inchiostro, che non c’è inchiostro senza delle materie concui viene fatto, né carta senza gli alberi o le piante da carta, senza processo vegetale, e così via, senza contare l’autore, che rimane indispensabile, allora tutto ciò va bene, ma rimane ben più difficile ammetterlo per se stessi.

E persino se volessimo ammetterlo per il nostro corpo, i nostri bisogni fisici, le nostre origini, ecc., ci resta un piccolo ridotto per il quale non vorremmo ammettere il non-se, ed è la nostra coscienza. L’uomo si è dunque immaginato un’anima immortale incarcerata in un corpo temporaneo; dopodiché ci stanno più opzioni, tra cui la cristiana contemporanea,di scelta tra inferno e paradiso per l’eternità, o purgatorio, svariatamente prima del paradiso per l’eternità.

Tale schema comporta parecchie varianti, che si ritrovano persino nel Buddhismo Mahayana; viene concorrenzato dallo schema metempsicotico, dove l’anima farfalleggia da un’esistenza all’altra, con o senza esistenze animali, l’idea basilare stando sempre al premiare i buoni e punire i cattivi.

Ma l’idea basilare del Buddha Dharma, è che l’essere umano, al più profondo di se stesso, sa la realtà del Non-Sé, e tenta con tutti i mezzi di dimostrare il contrario, sopratutto grazie alla possessione. “Possiedo, ergo sum“. L’idea generale essendo: “Valgo qualcosa, poiché possiedo tanto”, o, “poiché ho tanto potere”, od ancora, “poiché mi ammira ttanta gente”.

A scala ridotta, ciò si può manifestare con la macchina, l’orologio, l’amico o l’amica. Esistere nello sguardo altrui, poiché non è possibile nel suo proprio.

Dunque, per tornare alla carota, se non ottengo quel che desidero, è la stessa esistenza mia che ne viene minacciata!

Uno dei casi più tipici, è quello del desiderio carnale e della gelosia. Il dimanio delle passioni dove il verbo patire ha una parte cosi bella! Certi vanno fino a suicidarsi (“annientarsi”) in certi casi estremi.

Le persone più tormentate da questo problema tendono a lanciarsi in una politica di acquisti senza fine: sia in beni materiali, in potere, o in conquiste sessuali, non c’è ne mai abbastanza. Il profeta Mohammed(su di lui la pace, su di lui la salvezza!) diceva che se si dasse al figlio di Adamo un monte di oro, egli ne chiederebbe subito uno secondo.

Come di fatti è il processo d’acquisto che conta, e non l’acquisto stesso, il processo è senza fine e di là, disperante. Esattamente come la carota che pende davanti al naso dell’asino.

E‘ in tal sens o che bisogna rinunciare. Non necessariamente ai beni di questo mondo (va bene, lo si può fare, lo fanno i monaci, ma è una tappa di più) ma sopratutto all’attaccamento che ci abbiamo. E’ il modo più sicuro che la nostra felicità non venga guastata dagl’infortuni dell’esistenza. Asino, rinuncia alla tua carota.

Mxl

maggio 17, 2010

Il matrimonio tra pesci e acidi

pesce-acidi-1-200C’è chi ama l’odore del pesce e chi non lo sopporta. Appena pescato tuttavia il pesce ha un aroma piuttosto tenue, quasi erbaceo.

L’odore intenso che il pesce, soprattutto di mare, comincia ad assumere dopo la cattura deriva da una molecola chiamata trimetilammina, un composto organico contenente azoto. Questa molecola è altamente volatile, ed è per questo che l’odore di pesce è spesso molto percepibile. Con il passare del tempo i batteri presenti sulla pelle e sulle squame iniziano a degradare le cellule e a produrre trimetilammina in gran quantità.

Lavate sempre bene con acqua corrente il pesce prima di cucinarlo per togliere il più possibile le ammine. Un detto popolare sostiene che non si debba lavare il pesce di mare con l’acqua dolce perché “toglierebbe il sapore” ma è privo di fondamento.

Le ammine, poco solubili in acqua, in presenza di acidi acquistano una carica elettrica positiva e diventano facilmente solubili. Perdendo volatilità non possono più librarsi nell’aria e raggiungere i sensori del nostro naso.

Un modo classico di cucinare alcuni pesci è di cuocerli brevemente in un liquido acquoso aromatico chiamato in francese court bouillon. Una caratteristica importante del court bouillon è la presenza di un componente acido. Che sia vino, aceto, succo di limone o altro dipende dalla tradizione culinaria di un paese, ma la presenza di un acido ha una precisa motivazione chimica e organolettica.

Il pomodoro, tipico ingrediente di molte ricette italiane di pesce, con la sua acidità svolge la stessa funzione. L’acido riduce l’odore delle ammine che potrebbero mascherare il sapore delicato del pesce.

pesce-acidi-2-200L’abitudine di spruzzare del limone sul pesce, una volta servito, non serve a “sgrassarlo” come a volte si sente dire. Può invece essere forse nata in tempi quando la refrigerazione e la conservazione del pesce fresco era problematica. Un’abbondante spruzzata di limone riusciva a coprire odori non proprio gradevoli derivanti da una produzione eccessiva di ammine, se erano passati troppi giorni dalla pesca.

Se la carne del pesce viene lasciata a contatto con un acido sufficientemente a lungo, questo può addirittura denaturare le proteine delle fibre muscolari e “cuocere” il pesce anche senza calore. Questo procedimento è alla base di un famoso piatto peruviano, il ceviche, ma ormai popolare in molti altri paesi dell’America latina. Dei piccoli pezzi di pesce, gamberetti, o frutti di mare crudi vengono lasciati marinare nel succo di lime o di limone per un certo tempo, insieme a peperoncino fresco, cipolla ed erbe aromatiche. Gli acidi cuociono le fibre trasformando la carne semigelatinosa in una massa molto più solida, analogamente a quanto accadrebbe per effetto del calore ma mantenendo il sapore crudo. Anche in Italia possiamo trovare delle ricette che sfruttano lo stesso processo, ad esempio le alici crude marinate nel limone. Attenzione però: il pesce sembra cotto ma in mancanza del calore i microrganismi e i parassiti eventualmente presenti non vengono eliminati. Rischi sanitari analoghi si corrono consumando pesce crudo, come nel sushi e nel sashimi, piatti giapponesi ormai popolari anche in Italia.

Gli acidi giocano un ruolo fondamentale anche in alcune ricette dove i pesci vengono fritti. È il caso ad esempio delle sarde in saòr, del pesce in carpione, o dello scapece. In queste ricette i pesci, una volta fritti, vengono posti in un liquido variamente aromatizzato e contenente verdure diverse, ma sempre in presenza di aceto. L’acidità in questo caso serve per conservare gli alimenti perché gli acidi rallentano o bloccano la proliferazione batterica e il piatto può essere conservato per diversi giorni. Questo metodo di conservazione è addirittura descritto nel de re coquinaria, un testo classico della letteratura gastronomica latina:

UT PISCES FRICTI DIU DURENT.

Eodem momento quo friguntur et levantur ab aceto calido perfunduntur

per conservare i pesci fritti, non appena sono stati fritti e tolti dalla padella, si coprano con l’aceto caldo

Questo articolo è apparso su Le Scienze n. 501

Dario Bressanini

maggio 16, 2010

Japanese hangover cure

Funny Animated Gifs - Japanese hangover cure

Feliz Domingo morning amigos! If some of you are feeling like the Señor is feeling this morning after too many cervezas, try this new method to get rid of that pesky hangover! Pero tu first!

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maggio 6, 2010

BMW WIN

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maggio 2, 2010

ECONOMICS

demotivational posters

ECONOMICS
Pick your poison.
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maggio 2, 2010

Mexican Standoff!

Funny Animated Gifs - Mexican Standoff!

Just kidding. It’s the regular kind.

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maggio 1, 2010

It’s Caturday: Pop-O-Matic Kitteh

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