Archivio di giugno, 2010
Neurogastronomia: il vino costoso è più buono?
Nel 2008 la rivista Journal of Wine Economics ha pubblicato uno studio statistico sull’apprezzamento del vino. 506 persone in totale hanno partecipato a 17 sessioni di degustazione con 523 vini diversi per un totale di 6175 degustazioni organizzate dal critico Robin Goldstein negli Stati Uniti. Il vino è stato presentato in doppio cieco: né la persona che lo serviva né il degustatore conoscevano l’identità del vino, il suo prezzo o altre caratteristiche oltre al colore. Ogni partecipante all’esperimento doveva dare un voto, da uno a quattro, al vino assaggiato. Il prezzo delle bottiglie variava da 1.65$ a 150$ mentre i volontari partecipanti all’esperimento andavano dai 21 agli 88 anni e rappresentavano una varietà di classi sociali. Il 12% dei partecipanti poteva, in qualche modo, considerarsi più “esperto”, ad esempio perché aveva seguito un corso di sommelier oppure lavorava nell’industria del vino. I vini degustati erano vari: rossi, bianchi, rosé e bollicine, da uve e nazioni diverse.
I voti delle degustazioni alla cieca sono state sottoposte all’analisi statistica di ricercatori dell’Università di Stoccolma e di Yale cercando di mettere in relazione il prezzo della bottiglia con il gradimento ottenuto. I risultati sono piuttosto sorprendenti. I ricercatori hanno trovato una leggera correlazione negativa tra il prezzo e il gradimento. In altre parole all’aumentare del prezzo del vino questo è leggermente meno apprezzato. (Più precisamente gli studiosi hanno trovato una buona correlazione tra il logaritmo del prezzo e l’apprezzamento, come potete leggere direttamente nell’articolo).
Se tuttavia si tiene conto solamente del giudizio del 12% di esperti la correlazione non è più negativa, anche se il piccolo campione statistico non permette di stabilire se la correlazione sia positiva, cioè se effettivamente un vino più costoso venga apprezzato di più da quegli esperti.
Gli effetti non sono grandi, ma non sono trascurabili:
Supponiamo di avere due vini, A e B, e che il vino A costi dieci volte di più di B. In una scala di valutazione da 0 a 100 (come quella usata dalla rivista Wine Spectator) la stima del modello predice che i non esperti assegneranno quattro punti in meno al vino A, rispetto a B, mentre gli esperti gli assegneranno sette punti in più.
I risultati numerici di questo esperimento non sono da prendere alla lettera, ed è probabile che effettuato in paesi diversi questo esperimento possa dare risultati diversi. E’ curioso comunque osservare che il livello di prezzo per cui esperti e non esperti concordano è circa di 25$. Al di sotto di questo prezzo gli esperti apprezzano meno dei non esperti, e la situazione è ribaltata al di sopra di questa soglia.
Temendo che i risultati potessero essere stati influenzati dai vini alle due estremità della scala di prezzo, i ricercatori hanno ripetuto l’analisi escludendo le bottiglie sotto i 6$ e sopra i 15$. I risultati sono stati confermati. Anzi, la correlazione in questo caso è ancora più robusta.
Secondo i ricercatori quindi il giudizio degli esperti è diverso da quello dei non esperti e suggerisce che per questi ultimi usare i giudizi dei primi per acquistare vino può non essere la strategia migliore.
Neurogastronomia
Che succede se gli assaggiatori conoscono il prezzo del vino? Il giudizio può esserne influenzato? E’ quanto hanno cercato di stabilire i ricercatori californiani Plassmann, O’Doherty, Shiv e Rangel (un grazie a Daniela Ovadia per aver segnalato lo studio tempo fa). A venti persone è stato somministrato del vino mentre erano monitorati da una macchina per la risonanza magnetica funzionale del cervello chiedendo di valutarlo. In pratica potevano osservare in tempo reale quali zone del cervello venivano irrorate e attivate.
I soggetti sono stati selezionati tra persone che apprezzano il vino rosso e, almeno occasionalmente, lo bevono.
Ai soggetti è stato fatto credere che avrebbero assaggiato cinque diversi Cabernet Sauvignon. L’unica informazione fornita era il prezzo del vino. In realtà i vini erano soltanto tre, ma due di questi sono stati somministrati due volte, segnalando dei prezzi diversi. Un vino venduto a 90$ la bottiglia è stato presentato la metà delle volte con il suo vero prezzo, l’altra metà con il prezzo di 10$. Allo stesso modo un vino da 5$ la bottiglia è stato anche presentato come se costasse 45$. Il risultato dell’esperimento è stato che i soggetti dichiaravano di apprezzare di più il vino quando veniva segnalato un prezzo più alto, anche se il vino era lo stesso.
Dopo otto settimane l’esperimento è stato ripetuto ma senza fornire alcuna indicazione di prezzo e i soggetti non hanno riscontrato, correttamente, differenze tra i vini.
Che il prezzo di un bene possa alterare il suo apprezzamento, modificando le aspettative, era una cosa già riscontrata in altri esperimenti. La cosa interessante di questo studio è che per la prima volta sono state anche misurate le attività cerebrali. Non sono apparse attività cerebrali diverse nella zona preposta all’interpretazione degli stimoli primari del gusto come la dolcezza: quella zona del cervello non era “ingannata” dal prezzo e il gusto veniva percepito nella stessa maniera. Ad un livello cognitivo più alto invece, nella corteccia orbifrontale, dove vengono codificate le esperienze di piacere derivanti dall’odore, dal sapore e persino dell’ascolto musicale, ad un prezzo più alto corrispondeva una irrorazione sanguigna più elevata. Pare quindi che l’aumento di piacere derivante dal consumo di prodotti costosi, almeno in campo gastronomico, sia un effetto reale e più complesso di quanto si credesse sino ad ora.
Una delle assunzioni tipiche dei manuali di economia è che la propensione all’acquisto di un bene dipenda solo dalle caratteristiche intrinseche dell’oggetto che si vuole acquistare, e che la curva della domanda diminuisca all’aumentare del prezzo. A quanto pare questa assunzione non è sempre valida (e chi si occupa di marketing questo lo sa benissimo
)
I ricercatori concludono
Noi ipotizziamo che ogni azione che possa influenzare le aspettative sulla qualità di un prodotto, come i giudizi degli esperti, valutazioni certificate tramite un peer review, informazioni sul paese di origine, sul punto vendita e sul marchio (in particolare quelli associati a prodotti di lusso), e una ripetuta esposizione alla pubblicità potrebbe portare a effetti simili a quelli individuati.
Non mi stupisce che il giudizio delle persone, specialmente in campo enogastronomico, venga influenzato da molti fattori che contribuiscono a creare una aspettativa positiva sulle proprietà del prodotto. Poiché siamo stati abituati all’equazione “qualità superiore = prezzo superiore” questa implicazione viene a volte sfruttata dai venditori leggendola da destra verso sinistra. Quello che però ritengo molto affascinante è il fatto che gli esperimenti di Ranger mostrano che effettivamente il vino più costoso è più buono: il cervello effettivamente risponde segnalando una sensazione piacevole maggiore. Solo che questo non dipende dalla qualità intrinseca del vino ma dall’elaborazione successiva del nostro cervello. Troppo spesso in campo enogastronomico si crede di poter valutare la qualità oggettiva di un cibo o di una bevanda semplicemente assaggiando (non in cieco). In questo modo però non è facile separare le caratteristiche intrinseche da tutti gli altri segnali che arrivano al nostro cervello.
A questo punto non posso non mostrarvi questo mitico spezzone di “Straziami ma di baci saziami” di Dino Risi con Nino Manfredi
La prossima volta che avete ospiti a cena, accennate casualmente al fatto che il vino che si apprestano a bere è una bottiglia riserva molto costosa (in realtà comprata al supermercato a 5 euro): lo apprezzeranno davvero molto di più
Dario Bressanini
p.s. Già che ci siete potete leggere qualche altro articolo dal Journal of Wine Economics. Ve ne segnalo uno sul prezzo del vino in rapporto alle sue caratteristiche oggettive, uno sull’affidabilità dei giudici ai concorsi vinicoli e uno sulla concordanza dei risultati tra diversi concorsi.
Ma anche i lavori presentati ad un convegno sull’economia del vino, tenuto ad Adelaide (Australia). C’e’ anche uno studio effettuato all’Università di Padova dove si confrontano, mediante assaggi alla cieca di 14 vini diversi, i voti dati da studenti di enologia con quelli di studenti di altri corsi non vinicoli. I ricercatori non trovano differenze di apprezzamento tra i due gruppi, e neppure una correlazione tra i voti assegnati e il prezzo dei vino, o il punteggio di Wine Spectator.
Bibliografia
- Marketing actions can modulate neural representations of experienced pleasantness
Plassman, Hilke and O’Doherty, John P. and Shiv, Baba and Rangel, Antonio (2008) Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 105 (3). pp. 1050-1054. ISSN 0027-8424 - Do More Expensive Wines Taste Better? Evidence from a Large Sample of Blind Tastings
Robin Goldstein, Johan Almenberg, Anna Dreber, John W. Emerson, Alexis Herschkowitsch, and Jacob Katz
Journal of Wine Economics, Volume 3, Number 1, Spring 2008, Pages 1–9
Java 4-ever, il trailer
Crescere in una famiglia di programmatori .net non deve essere semplice per un amante dell’open source ma soprattutto di Java: a questo è dedicato il divertentissimo trailer di Java 4-ever, creato da JavaZone.no.
Un po’ presa in giro a Microsoft (da rotolare da ridere il .not), un po’ Maccio Capatonda esportato all’estero, il risultato finale è tutto da vedere, un po’ meno però se ci si considera (o si viene considerati) dei fanboy dell’azienda di Redmond. In ogni caso, buon divertimento!
Java 4-ever, il trailer é stato pubblicato su downloadblog alle 00:01 di domenica 27 giugno 2010.
Cinema e pirateria, da che pulpito
Non ruberesti mai un'auto. Non ruberesti mai una borsetta. Non ruberesti mai un disegno dalla locandina di un altro film
Questa è la locandina (solo in Italia) di La Regina dei Castelli di Carta, tratto dal romanzo di Stieg Larsson, secondo il sito ufficiale del film. Locandina piuttosto recente: il film è uscito il 28 maggio scorso in Italia.
E questa è la locandina della Kaiser Creative per Fight Night, film del 2008:
Ho contattato la Kaiser Creative, che mi ha confermato che non sapevano di questa disinvolta citazione e che non è la prima volta che subiscono questo genere di furto.
Piccolo promemoria per chi spreca soldi con stupidi slogan antipirateria che vengono visti soltanto dagli acquirenti dei film regolari e con sistemi anticopia inutili e costosi: non guasterebbe guardare in casa propria e fare un po' di pulizia prima di ergersi a paladini del diritto d'autore e salire sul pulpito.
Grazie a Photoshop Disasters per la segnalazione.
Cerchio nel grano annuncia allineamento cosmico per il 26 giugno
Nervosi? Rilassatevi, domani arriva l'orgasmo cosmico, lo annuncia un cerchio nel grano
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.Ieri sera Piero Angela ha smontato a Superquark tutta la costellazione di cretinate scritte in libri e giornali e teletrasmesse senza ritegno intorno alla presunta fine del mondo nel 2012. Finalmente un antidoto al veleno mentale che sta spaventando soprattutto i bambini, ma anche parecchi adolescenti e adulti, a giudicare dalle mail che ricevo e dalle segnalazioni di Queryonline: peccato che in confronto all'oceano d'inchiostro e di passaggi televisivi di cui ha beneficiato questa storiella dei Maya menagramo, Superquark è un antidoto in dose quasi omeopatica.
Infatti la fantasia dei duemiladodicisti non dorme mai, e stavolta ha partorito una profezia decisamente atipica. Innanzi tutto, ha una scadenza vicinissima: il 26 giugno prossimo. Domani. Inoltre, una volta tanto, invece di menare gramo preannuncia "guarigione, un nuovo campo di consapevolezza" e nientemeno che "un orgasmo cosmico". Non mondiale o interstellare o galattico, ma cosmico. Le cose o si fanno bene, o non si fanno.
A cosa dobbiamo quest'abbondanza di guarigione e di trasporto fisico e spirituale? Alla "Grande Croce, che si attiverà il 26 giugno 2010 e il 21 dicembre 2012." Eccolo lì, il 2012. Non manca mai.
Facciamoci spiegare bene la faccenda da Angeli in Astronave e Josaya.com, due dei tanti siti che hanno pubblicato l'annuncio che ora sta girando anche via mail in italiano e in altre lingue. Il 22 maggio scorso è apparso vicino al mulino di Wilton, in Inghilterra, un cerchio nel grano (quello mostrato all'inizio di questo articolo) che secondo i responsabili di questi siti contiene "un messaggio in codice" riferito alle due date suddette, quando si verificherà "una straordinaria costellazione planetaria: la Grande Croce".
C'è anche un disegno esplicativo di questa "costellazione":
L'allineamento planetario è annunciato anche dal Consiglio Pleiadiano-Siriano (nel senso di abitanti del sistema solare di Sirio, non della Siria) in video come questo, dove parla per dieci minuti ininterrotti una loro portavoce terrestre, tale Solara An-Ra, mostrata nel fotogramma qui accanto. A un certo punto, verso la fine del video, arriva un gatto che le cammina intorno e addosso con aria molto perplessa. Non è il solo ad averla, probabilmente."Secondo il messaggio del Crop Circle, il Sole quel giorno creerà un nuovo spazio, uno spazio di guarigione, un nuovo campo di consapevolezza. Il 26 giugno il Sole unirà due polarità, fondendole in unione. Questa fusione di polarità porta ad un corto circuito o, in altre parole, ad un orgasmo cosmico grazie al quale si aprirà un nuovo spazio. Questo nuovo spazio è un dono perché, in esso, ciò che prima sembrava privo di significato, improvvisamente avrà di nuovo un senso. Ciò che si dischiude sarà perciò una realtà nuova e corretta, trasformata nel suo aspetto.
Secondo il messaggio del Cerchio nel Grano, questo nuovo spazio sarà accessibile a tutti, attraverso il potere della consapevolezza.
Se in quel momento l’AMORE si manifesterà sulla terra fosse anche per poche ore e grazie ad una sola persona, o grazie ad una sola coppia innamorata, quest’esperienza d’AMORE lascerà una traccia in questo nuovo spazio appena aperto, una traccia eterna che rimarrà attiva per sempre. Una traccia splendente, una traccia d’amore visibile molto oltre l’atmosfera terrestre. Il potere di questo spazio crescerà in modo esponenziale. Ed i canti della Matrix Guarita, saranno le melodie che riempiranno questo spazio!"
Pare di capire, insomma, che domani il mondo verrà trasformato e tutti saremo più buoni e più saggi. Attendiamo col fiato sospeso di verificare l'esattezza di quest'annuncio.
Fantasie di salvezza new age extraterrestri a parte, come stanno davvero le cose? Innanzi tutto il "cerchio nel grano" non è nel grano, come si può vedere qui sotto. Ma si tratta di un peccatuccio veniale, una svista di traduzione, visto che "crop circle" in inglese significa in realtà "cerchio in una coltivazione". La precisazione del grano è italiana. Tranquilli, gli alieni che fanno i crop circle lo sanno.
Il disegno del "cerchio nel grano che non è nel grano" non annuncia delle date orgasmiche, ma è una codifica di una celebre formula matematica, l'identità di Eulero, espressa con un codice molto terrestre (l'ASCII, quello usato in informatica) e oltretutto con qualche refuso, come spiegato dall'astronomo Gianni Comoretto qui e dall'esperto di crop circle Francesco Grassi qui. Forse che gli alieni non sanno la matematica?
Veniamo all'annunciato allineamento dei pianeti. Usando il simulatore offerto da Fourmilab.ch, identico a quello presentato nell'annuncio cosmico, sembra proprio che domani i pianeti del Sistema Solare saranno disposti grosso modo a croce, come si può vedere qui sotto.
A croce, però, a patto di ignorare Nettuno, che se ne sta tutto storto (è il pallino azzurro in basso a destra). E a patto di dimenticarsi che i pianeti non sono rappresentati in scala e che questo falsa la loro posizione, creando l'impressione di una disposizione a croce che in realtà non c'è. Infatti se ingrandiamo, in modo da ridurre la sproporzione fra le dimensioni dei pianeti e le loro orbite, e prendiamo la porzione centrale del nostro sistema solare, scopriamo che il 26 giugno la Terra, Mercurio, Venere e Marte non saranno affatto disposti a croce:
Il simulatore planetario della NASA fornisce uno schema ancora più eloquente:
Neanche il 21 dicembre 2012 ci sarà una disposizione a croce:
Dati alla mano, insomma, non possiamo fare affidamento sull'idea che una "Grande Croce" planetaria ci porterà un "orgasmo cosmico". Bisognerà ricorrere ai metodi tradizionali.
Il problema è che se noi possiamo riderci sopra, ci sono persone che temono seriamente che questi presunti allineamenti possano causare disastri. Il Bangkok Post, per esempio, cita un'esercitazione fatta per paura che l'allineamento dei pianeti possa causare uno tsunami. E senza andare lontano, c'è un bel po' di letteratura catastrofista europea e statunitense sull'argomento.
Ma i fatti dimostrano che allineamenti di questo genere accadono spesso senza causare catastrofi: il più recente fu nel 2000 e un altro avvenne nel 1982. Del resto, l'attrazione gravitazionale dei pianeti è talmente debole, a causa della loro grande distanza, che anche se si trovassero tutti dalla stessa parte del Sole, il loro effetto sommato sulla Terra sarebbe soltanto il 2% di quello che ha la Luna tutti i giorni sul nostro pianeta, e se si considerano le forze di marea dei pianeti (le uniche che potrebbero causare deformazioni della crosta terrestre) sono circa cinquemila volte più deboli di quelle della Luna, come documenta Phil Plait di Bad Astronomy.
L'unica grande croce, in tutta la faccenda, è insomma quella costituita dai vari menagramo ignoranti che ci tocca sopportare. Facendo attenzione, magari, che non spaventino a morte i nostri figli impressionabili.
Viva Mexico! – Don’t let this kid try out for sports.

Viva Mexico! Mexico moves to stage 2 of the World Cup, even though they lost against Uruguay. Thank you South Africa for scoring one less gooooooal than us!
Hopefully this GIF is actually a home movie of our next team’s keeper!
(yes, I know it’s a rugby ball)
Submitted by: dunno source via Gift a Gif
Tagged: FAIL, Mexico, rugby, soccer, sports, world cup

Toshiba e il netbook androide
Samsung Galaxy S Pro: le probabili specifiche tecniche
Categorie: Samsung, Curiosità
Solstizio d’estate, la bufala di Stonehenge
Stonehenge, occhio a non correre con la fantasia: le pietre sono state riposizionate
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "chiarab*" e "fabiano" ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Foto di Max Alexander, tratta da APOD.Oggi è il solstizio d'estate, e come sempre in quest'occasione si parla di Stonehenge, il monumento megalitico situato nel sud dell'Inghilterra che è meta di pellegrinaggi di vario genere. C'è chi ci va per ammirare l'ingegno dell'uomo di cinquemila anni fa, capace di muovere macigni di decine di tonnellate per lasciare un segno della propria esistenza, e c'è chi ci va per seguire varie credenze mistiche, incentrate solitamente su presunti allineamenti incredibilmente precisi delle pietre che testimonierebbero interventi soprannaturali o extraterrestri o conoscenze straordinarie dimenticate.
I fatti, però, smentiscono la precisione magica degli allineamenti che vengono "scoperti" oggi guardando la disposizione delle pietre, per una ragione molto semplice: le pietre di Stonehenge non sono più al loro posto originale.
Per esempio, uno dei triliti crollò nel 1797 e fu restaurato soltanto nel 1958. Nel corso dei restauri effettuati nel 1901, la pietra numero 56, che minacciava di cadere, fu raddrizzata e collocata nel cemento, spostandola di mezzo metro. Altri lavori furono effettuati negli anni Venti del secolo scorso. I restauri del 1958 risollevarono e fissarono nel moderno cemento tre altre pietre, e altre quattro furono riposizionate nel 1964 per evitare che cadessero.
Queste sono alcune foto di Stonehenge dal 1877 in poi.
Molti turisti visitano Stonehenge credendo che si tratti di un sito archeologico ancora intatto dopo millenni, ma non è così. Anche il sito ufficiale di Stonehenge dell'English Heritage è molto reticente: ho trovato solo un minuscolo accenno nelle FAQ. Prima di trarre conclusioni affrettate e attribuire poteri incredibili a questo monumento, insomma, è opportuno informarsi bene.
Anch'io, quando ho visitato Stonehenge, non sapevo nulla dei restauri, che non si notano se non si prenota la visita speciale che permette di entrare nel monumento. L'ho scoperto grazie a una segnalazione di Giuliana Terzetti su Scienza e Paranormale nel 2001. Saperlo rovina il fascino di Stonehenge? No, perché non cambia il fatto che quelle pietre furono spostate a mani nude da una cultura che non aveva ancora sviluppato la scrittura ma sapeva organizzarsi per creare un'opera stupefacente. Sapere che le pietre sono state poi riposizionate spazza via solo la patina falsa di pseudoscienze e di credenze new age che offusca il vero splendore di Stonehenge.
Colgo l'occasione per segnalare la chiusura di Scienza e Paranormale e il debutto di Query, il nuovo periodico trimestrale del CICAP che sostituisce la rivista precedente, e di Queryonline.it, il sito di supporto alla nuova rivista. Fra un'uscita e l'altra di Query, Queryonline pubblica le notizie di attualità "misteriosa", segnala le attività del CICAP (ricordo la Cena Magica a Rho il 3 luglio) e aggrega i blog dei vari membri e collaboratori del comitato creato oltre vent'anni fa da Piero Angela. Potete seguire gli aggiornamenti di Queryonline anche via Twitter. L'approccio del sito e della rivista è l'indagine scientifica dei misteri: che possono essere veri o falsi, ma se studiati con rigore e attenzione regalano sempre il fascino della scoperta e l'amicizia di persone che amano la curiosità.
Fonti: New Scientist, Solving Stonehenge: The New Key to an Ancient Enigma di Anthony Johnson.

















