luglio 31, 2010

Apple è la nuova religione

AppleL’affezione ad Apple avrebbe assunto le dimensioni di una “religione” e c’è chi sostiene che «il Papa è spaventato». Affermazioni più o, meno blasfeme a parte è indubbio che il brand goda di un successo sociologicamente rilevante. Le scene da delirio collettivo viste ieri all’Apple Store Carosello di Carugate (MI) in occasione dell’uscita di iPhone 4 lo confermano. È il caso di riflettere su episodi del genere.

Quando un’orda di persone arriva addirittura alle mani per aggiudicarsi un prodotto tecnologico su cui dovrà investire buona parte del proprio stipendio c’è qualcosa che non va. Ciò a prescindere dall’opinione positiva o, negativa sul device in sé. Poco importa se esistano davvero dei parallelismi tra il marketing di Apple e la vita del Cristo. Siamo di fronte a una “patologia” che presto avrà rehab dedicati.

Il problema è serio se consideriamo anche il successo di Cupidtino, la community per incontri online tra Apple fanboy e fangirl. Di contro, si deve comunque dare atto all’azienda di avere proposto un modello di advertising efficace e all’avanguardia. Occorre però domandarsi se il valore dei prodotti Apple sia davvero così stupefacente oppure sia esclusivamente la cecità degli acquirenti a farlo sembrare tale.

Via | TechCrunch

Apple è la nuova religione é stato pubblicato su downloadblog alle 12:00 di sabato 31 luglio 2010.

luglio 30, 2010

Maupiti, perla delle isole Sottovento

Shared by gangio
Sognare non costa nulla ;)

Il mare di Maupiti

Di fronte, fra palme di vario fusto e ibiscus di colori diversi, tipiche tiare bianche e altre piante dai nomi esotici, spunta il mare cristallino della laguna, a nemmeno cento metri di distanza. La sua superficie è appena increspata. Possiede variazioni di blu e azzurro che pensavo non esistessero, che fossero solamente fotomontaggi delle guide turistiche per stupire chi guarda in maniera spropositata. Invece la realtà riesce a essere ancora migliore. Turisti per caso.

Secondo me Saccomony ci ha lasciato un pezzo di cuore a Maputi, una delle isole Sottovento della Polinesia francese (le altre isole si chiamano Raiatea, Bora Bora, Tupai, Manuae, Motu One …). Neppure 400 metri, i resti di un antico vulcano, circondato da una stupenda barriera corallina e da una manciata di motu, isolotti sabbiosi che hanno creato una laguna interna. Qui vivono un migliaio di polinesiani, che condividono questo piccolo paradiso terrestre con i turisti.

A Maputi non ci sono (non ci sono ancora) resort di lusso, grandi catene alberghiere, ma solo una decina di strutture gestite da famiglie locali, e lo stesso vale per bar e ristoranti. A Maupiti ci si può arrivare con il traghetto da Bora Bora (tre volte la settimana) che impiega poco meno di due ore, o con la Air Thaiti, con partenze giornaliere (escluso il giovedì) da Thaiti.

Foto | SF Brit.

Maupiti, perla delle isole Sottovento é stato pubblicato su travelblog alle 07:40 di venerdì 30 luglio 2010.

luglio 30, 2010

Santiago de Compostela con Terzani: i simboli del pellegrinaggio e un salto a Finisterre


L’investitura e i simboli che venivano consegnati ai pellegrini all’inizio del cammino verso Santiago de Compostela sono sempre stati la parte per me più affascinante di questo pellegrinaggio: per questo ho deciso di vestirmi come loro per affrontare gli 840 km che mi trovo davanti.

In questo modo, con una veste corta che mi permette il cammino, un cappello a falde larghe per ripararmi dalla pioggia, ma anche dal sole e dal vento, una cappa per proteggermi dal freddo, mi sento davvero ‘l’homo viator’ del Medioevo, quello che viaggiava a piedi perché era il modo più virtuoso di viaggiare.

“Ricevi questa bisaccia, attributo del tuo pellegrinaggio affinché, purificato ed emendato, ti affretti ad arrivare ai piedi di San Giacomo dove hai desiderio di arrivare e, compiuto il tuo viaggio, torni a noi sano e salvo con grande gioia, se così vorrà Dio che vive e regna nei secoli dei secoli”.

Foto | Roberta Barbi e Flickr

Santiago de Compostela curiosa
La Compostela, attestato del CamminoLa conchiglia del pellegrino

La mia bisaccia è fatta di pelle ed è piccola, perché deve ricordarmi che ho bisogno di portare con me poche cose lungo il cammino.

“Ricevi questo bastone, per sostegno nel viaggio e nella fatica sulla strada del tuo pellegrinaggio affinché ti serva a battere chiunque ti vorrà far del male e ti faccia arrivare tranquillo ai piedi di San Giacomo e, compiuto il tuo viaggio, tu possa tornare da noi con grande gioia, con l’aiuto di Dio stesso, che vive e regna nei secoli dei secoli”.

Il bastone, chiamato secondo la tradizione ‘bordone’, serve ad appoggiarsi quando si è stanchi, ma anche a farsi strada e a scacciare gli animali selvatici in situazioni di pericolo.

Poi c’è la borraccia, ricavata all’interno di una zucca e da appendere al bordone: ovvio il suo utilizzo. Su quelle che si trovano oggi, simili a quelle medievali, è raffigurato un pellegrino nella sua veste tipica, con tanto di mantello, gonnella, calzari e bastone dalla punta ferrata.

Ma sarà buona norma portare con sé anche una mappa, l’antica ‘Tabula Peutingeriana’: una delle più vecchie esistenti, in cui sono riportate le strade carrozzabili e le istruzioni che il pellegrino doveva seguire. Risale al 1838, quando la ferrovia era ancora agli albori e per mare si andava sui velieri a vapore. Vi sono indicati anche i posti di dogana e di pagamento delle gabelle, i servizi di stallo, la disponibilità a trovare cavalli e i punti di valico delle montagne.

Ma vero simbolo del pellegrino diretto a Santiago è la conchiglia: segno di vita e di rinascita, di purificazione (viene usata per versare l’acqua santa durante il Battesimo), ma anche utile strumento per bere durante il cammino. Pare che il suo uso derivi dagli antichi pellegrini che si cibavano di capesante e molluschi, conservandone poi il guscio.

Ma in merito c’è anche una leggenda: Teodosio e Attanasio, due discepoli di San Giacomo, mentre portavano le spoglie del Santo in Galizia, si fermarono a Bouzas per celebrare un matrimonio. Durante le nozze, il cavallo dello sposo inciampò e cadde in acqua. La gente già piangeva la loro morte quando sposo e cavallo emersero all’improvviso con il corpo interamente tappezzato di conchiglie, accanto alla barca che trasportava il Santo. Tutti vi riconobbero un miracolo di San Giacomo, e così si assunse la conchiglia come simbolo del pellegrinaggio.

Spesso sulla conchiglia si trova raffigurata anche la croce di San Giacomo: di fatto è una spada rovesciata con il lato lungo che ricorda la lama e quello corto che rappresenta l’impugnatura. La si può conficcare nel terreno durante il cammino e utilizzarla come croce davanti alla quale pregare. San Giacomo divenne il protettore delle milizie cristiane e pare sia apparso molte volte ai soldati per incitarli alla vittoria.

Un altro simbolo, sono diventate, di fatto, le frecce gialle usate per indicare il cammino: il primo a tracciarle fu nel 1984 don Elías Valiña, parroco del Cebreiro, con della vernice avanzata da alcuni lavori stradali. Ora sono conosciute in tutto il mondo e ritenute inconfondibili, almeno per chi ha percorso il cammino almeno una volta.

E poi ho deciso di portare con me anche un’icona di San Giacomo, in cui l’Apostolo di Gesù, nelle sue vesti di pellegrino, viene raffigurato simile a Cristo nella sua fisionomia, dopo che Lui lo aveva investito della particolare missione di vivere insieme la Trasfigurazione del Signore e l’agonia nel Getsemani.

Il Santiago in questione ha la tunica verde come le discese dai Pirenei all’inizio del cammino, ha il clavo, o mantello, dorato, simbolo di regalità, perché è re chiunque accoglie un pellegrino: accoglie Cristo stesso. Il manto rosso simboleggia la forza del Santo nella sua predicazione, il colore del sangue che non ha esitato a versare per portare ovunque il Vangelo.

Poi ha con sé cappello e bisaccia marroni, colore della madre terra che ci ospita e ci sostiene con i suoi frutti, e alla quale ritorneremo alla fine di ben altro cammino, quello terreno; la borraccia fatta con la zucca gialla, colore della meseta arsa dal sole d’estate, il bordone, la conchiglia e il Libro, la Parola, essenza stessa dell’essere, con sopra raffigurata la croce-spada.

L’antica via dei pellegrini si fermava a Finisterre e così decido che terminerà lì anche la mia. Attraverso Negreira e Olveiroa con i loro granai e palazzi del cotone, sono circa altri 80 km che culminano negli ultimi 3 di salita verso il Capo di Finisterre, dove finiva la terra e, secondo i Celti, le anime si imbarcavano verso l’aldilà, essendo considerato il punto più a ovest del mondo.

Qui si trovano un faro e le ultime colonnine con le insegne del cammino, e uno scarpone che segna la fine del percorso prima della scogliera, prima dell’oceano, prima dell’orizzonte.

Lo scarpone che a Finisterre segna la fine del CamminoLa cattedrale di Santiago de Compostela

Santiago de Compostela con Terzani: i simboli del pellegrinaggio e un salto a Finisterre é stato pubblicato su travelblog alle 09:00 di venerdì 30 luglio 2010.

luglio 30, 2010

L'avvistamento UFO in Cina

UFO cinese fa chiudere un aeroporto


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "mbjsrl" e "lucazan*".

Nei primi giorni di luglio è stata diffusa la notizia di un avvistamento in Cina di un oggetto volante non identificato che ha avuto la peculiarità di indurre le autorità a bloccare i voli di linea. Ne ha parlato per esempio l'8 luglio il Corriere della Sera, dicendo che "Un oggetto volante non identificato ha bloccato il traffico aereo nella parte orientale della Cina. Lo riferisce l'agenzia Nuova Cina. [...] L'oggetto non identificato è stato avvistato intorno alle 9 di mercoledì sera ora locale nei cieli di Hangzhou, capitale della provincia orientale cinese dello Zhejiang. L'Ufo è stato poi visto anche a Ningbo e a Wuxi, due città della stessa provincia, obbligando alla chiusura momentanea dell'aeroporto di Hangzhou." Altre fonti (per esempio Tiscali Ultimora) hanno citato l'avvistamento nell'ambito di una serie avvenuta in Cina.

Il caso è particolarmente interessante perché si tratta di un avvistamento che ha avuto delle conseguenze concrete e significative, è stato effettuato da numerosi testimoni in località differenti, ed è stato pubblicato da un'agenzia di stampa sottoposta a stretta censura governativa come lo è Nuova Cina. Inoltre la notizia è stata diffusa insieme ad alcune immagini, come le due qui sotto (tratte dal britannico Daily Mail), che sembrano mostrare qualcosa di più del solito puntino sfocato e presentano invece un oggetto dotato di una struttura.

La prima fotografia (la vedete qui accanto) è molto familiare a chi fa astronomia o si occupa di tecnologia aerospaziale: è semplicemente la scia di carburante nebulizzato lasciata da un missile diretto verso lo spazio e illuminata spettacolarmente dal sole dopo il tramonto.

In questo caso il missile è stato identificato come un lanciatore Soyuz-U che trasportava un veicolo automatico Progress M-06M diretto verso la Stazione Spaziale Internazionale (i dettagli e le immagini del lancio sono su Nasaspaceflight.com). Il lancio è avvenuto il 30 giugno 2010 dal poligono di Baikonur ed è stato visto e fotografato anche da luoghi molto lontani, come il Kirghizistan. I video della separazione degli stadi del razzo mostrano chiaramente l'evoluzione della nube di carburante scaricato nell'alta atmosfera.


Video analoghi sono stati ripresi in occasione di altri lanci spaziali (per esempio a Tomsk, in Russia, il 14 settembre 2006, in Australia a giugno del 2010 o in Norvegia a dicembre del 2009). Questa parte del mistero è risolto: la fotografia si riferisce a un altro evento avvenuto in precedenza e di chiara origine tecnologica umana.

La seconda immagine presentata come accompagnamento della notizia cinese (mostrata qui accanto) è un po' più intrigante. L'oggetto fotografato è un sigaro bianchissimo che si staglia contro il buio del cielo notturno, lascia una scia luminosa e ha nella parte superiore dei puntini chiari disposti a coppie che sembrano finestrini. Il People's Daily Online cinese ne mostra una versione più nitida e dice che è stata scattata il 7 luglio 2010 nei cieli sopra Hangzhou.

È un'immagine impressionante e difficile da spiegare se non ci si sofferma sui dettagli tecnici. La foto, infatti, è stata scattata di notte, ma gli alberi e gli edifici sono ben visibili e leggermente mossi: chiari sintomi di una fotografia scattata con un tempo di posa lungo. L'UFO non è altro che un aereo che si sposta in cielo durante lo scatto: la sagoma lineare luminosa è prodotta dalle luci di atterraggio e i puntini sono prodotti dalle luci di posizione lampeggianti.

L'effetto è ben noto agli ufologi attenti e seri, perché si presenta spesso nelle fotografie che vengono inviate da persone che al momento dello scatto non hanno notato l'aereo e se lo trovano con sorpresa nella fotografia. Questa è un'immagine di un aereo sopra Washington, scattata nel 2005 e inizialmente presentata da Rense.com come foto di un UFO.


Un'altra foto molto spettacolare che è stata segnalata insieme all'avvistamento cinese risale invece al 2007 e fu presentata nel forum Above Top Secret, etichettandola chiaramente come "foto di un elicottero" nell'ambito di una serie dimostrativa; fu scattata a Lille, in Francia, e proviene da Wikipedia, dove è indicata ancora una volta come foto di un elicottero. Nautilus Magazine di Maurizio Decollanz ha documentato l'origine e il luogo dello scatto della foto francese.

Il fascio di luce emanato dall'oggetto è il riflettore dell'elicottero, utilizzato per illuminare gli oggetti a terra durante le perlustrazioni: una scena vista mille volte nei telefilm polizieschi. Il tempo di posa lungo (rivelato dalla visibilità degli edifici nonostante sia notte) raccoglie la luce del riflettore mentre si sposta e crea quindi l'effetto di una cortina luminosa.




In altre parole, le immagini presentate nel caso dell'avvistamento cinese non c'entrano nulla con l'avvistamento stesso e sono state prese irresponsabilmente da Internet per abbellire la notizia.

Le foto dunque non si riferiscono all'evento cinese, però l'evento c'è stato: l'aeroporto di Hangzou è stato chiuso per via dell'avvistamento, secondo l'agenzia Nuova Cina. Il sito cinese People's Daily ha pubblicato i risultati dell'indagine: gli ufologi locali confermano che le foto circolanti non si riferiscono all'avvistamento e che le autorità non hanno pubblicato video o foto dell'UFO. L'ipotesi prevalente è che la chiusura momentanea dell'aeroporto sia stata causata dall'avvistamento, da parte degli equipaggi di due voli, delle "attività di un aereo militare o privato" che ha sconfinato e ha quindi causato un allarme di sicurezza per le attività dell'aeroporto cinese, il cui radar, aggiunge l'indagine, ha delle zone cieche.

Fra l'altro, gli ufologi cinesi hanno pubblicato un dettaglio eloquente di una delle foto circolanti insieme alla notizia:


Non ci sono prove che si trattasse di un veicolo alieno, ma chi vuole sperare che lo fosse può naturalmente continuare a farlo. L'importante è che sia chiaro che le fotografie presentate non mostrano veicoli di visitatori alieni e sono un effetto ricorrente nelle foto notturne e durante i lanci spaziali, così la prossima volta che qualcuno cerca di turlupinarci spacciando foto di questo genere per prove inconfutabili di visite extraterrestri non ci faremo imbrogliare e non compreremo i loro video e libri-bufala assortiti.

Fonti: People's Daily Online, Gizmodo, Forgetomori, Above Top Secret, OneIndia, Youtube, CCTV, Yahoo Notizie.

Idea Nissan: ecco l’auto che diffonde vitamina C

Idea Nissan: ecco l'auto che diffonde vitamina C
Viene diffusa nell'abitacolo da un particolare climatizzatore. "Aumenta l'attenzione e mantiene idratata la pelle": così cambia l'approccio pilota-vettura
di VINCENZO BORGOMEO

(13:40 29/07/2010)



luglio 29, 2010

Una Search Story di Google sul diventare padre per la prima volta

Sempre carine le Search Stories di Google. Questa volta l’oggetto è un comune mortale in procinto di diventare padre: la moglie che è incita, quali libri comprare per prepararsi, come vendere la propria collezione di vinili per fare un po’ di soldi e poi tutti i mille interrogativi sul nuovo esserino.

In questa sorta di spot il motore di Google aiuta a dare le riposte ai mille quesiti del nuovo padre.

Via | Googleblog.blogspot.com

Una Search Story di Google sul diventare padre per la prima volta é stato pubblicato su downloadblog alle 11:00 di giovedì 29 luglio 2010.

luglio 29, 2010

Audi: 1.350 euro di bonus per ciascun dipendente

Shared by gangio
Cito testualmente: “I nostri lavoratori sono il vero motore dell’azienda” ha commentato Werner Widuckel, responsabile del personale. “Dipendiamo da loro, specialmente nell’attuale contesto economico. Per questo motivo riteniamo naturale dividere i successi economici”. Da gennaio al termine di luglio ciascun operaio Audi ha ricevuto in bonus oltre 3.500 euro."

Anche Marchionne la pensa allo stesso modo. Anche i nostri manager la pensano allo stesso modo.

Linea produttiva Audi

Entro il termine di luglio ciascun operaio Audi riceverà un bonus produzione pari a circa 1.350 euro, che si aggiunge agli ulteriori 1.200 euro presenti nella busta paga di giugno. Il costruttore dei quattro anelli ha destinato 97 milioni di euro per gratificare i propri dipendenti e festeggiare l’ottimo risultato finanziario nell’esercizio 2009, chiuso in nero nonostante il pesante contraccolpo della crisi economica. “I nostri lavoratori sono il vero motore dell’azienda” ha commentato Werner Widuckel, responsabile del personale. “Dipendiamo da loro, specialmente nell’attuale contesto economico. Per questo motivo riteniamo naturale dividere i successi economici”. Da gennaio al termine di luglio ciascun operaio Audi ha ricevuto in bonus oltre 3.500 euro.

Audi: 1.350 euro di bonus per ciascun dipendente é stato pubblicato su autoblog alle 13:49 di mercoledì 28 luglio 2010.


luglio 29, 2010

Audi A7: l’anello che mancava

Audi A7 Sportback

Con l’Audi A7 Sportback si completa il quadro delle denominazioni della Casa di Ingolstadt. Dall’A1 all’A8, adesso c’è una vettura Audi per ogni numero, in attesa del ritorno dell’A2 e del debutto dell’improbabile A9, mentre la sigla A0 potrebbe identificare la citycar elettrica a zero emissioni che deriverà dalla Volkswagen E-Up! Concept. La sigla A7 ha avuto una lunga gestazione: infatti, a fine anni ‘90 doveva identificare la mai nata MPV di classe premium che sarebbe derivata dalla Volkswagen Sharan per competere con la Mercedes Classe V.

Dopo l’abbandono del progetto relativo alla monovolume di lusso, Audi puntò inizialmente sul nome A7 per identificare la versione di serie della concept Pikes Peak. L’auto rimase fedele al numero, ma la Casa di Ingolstadt decise di virare sull’inedita sigla Q7, anche perché la prima SUV di Audi debuttò in occasione dei 25 anni della trazione integrale quattro. Adesso, invece, l’Audi A7 è diventata realtà e rappresenta la berlina coupé che andrà a competere direttamente con la nuova Mercedes CLS.

Essendo caratterizzata da un numero dispari, è molto probabile che la gamma non resti limitata alla sola variante Sportback. Come le varie A1, A3 e A5, l’Audi A7 potrebbe essere proposta anche nelle varianti coupé e Cabriolet, anche perché la Casa di Ingolstadt ha l’obiettivo di conquistare la leadership del mercato premium nel 2015. E mancare all’appuntamento con un segmento già occupato dalla diretta concorrenza con BMW Serie 6 e le Mercedes Classe E Coupé e Cabrio, potrebbe rappresentare un errore anche sul piano dell’immagine.

Audi A7 SportbackAudi A7 SportbackAudi A7 SportbackAudi A7 Sportback

Audi A7 SportbackAudi A7 SportbackAudi A7 SportbackAudi A7 Sportback

Audi A7: l'anello che mancava é stato pubblicato su autoblog alle 09:06 di giovedì 29 luglio 2010.

luglio 29, 2010

Microsoft: Kinect è più economico di Wii e Move

Microsoft: Kinect è più economico di Wii e Move

Per rispondere alle critiche levatesi in coro da una larga fetta d’utenza “hardcore” di X360 e da diversi analisti (Michael Pachter in testa) all’annuncio ufficiale del prezzo di vendita al pubblico di Kinect, Brett Siddons di Microsoft UK ha deciso di uscire allo scoperto e di “fare i conti” con i colleghi di TechRadar:

“Kinect costa troppo? Proviamo a guardare il prezzo da un’altra prospettiva: se prendiamo ad esempio il bundle di base da 129.99 sterline (da noi 149,99€) scopriamo che è un pacchetto a sé stante, per chi ha già una console Xbox 360 in casa è perfetto, ha già un gioco al suo interno e, cosa più importante, non necessita di alcun acquisto supplementare. La telecamera rileva contemporaneamente sei persone (due persone che giocano per volta), non si devono comprare altri accessori per divertirsi con i propri amici o la famiglia.

Con Wii e PlayStation Move, se volete raggiungere lo stesso livello di Kinect dovete acquistare accessori aggiuntivi anche solo per giocare in due sulla stessa console, mentre con la nostra proposta non c’è nessun problema, una volta comprata la periferica si è apposto per sempre. Da questo punto di vista, quindi, il prezzo di Kinect è assolutamente concorrenziale.”

La partita che si giocherà quest’autunno a colpi di periferiche sensibili al movimento sul terreno delle console ad alta definizione, con tutta probabilità è destinata a spostare per sempre gli equilibri tra le due piattaforme, segnando in questo modo la seconda metà del loro ciclo vitale: lo scontro si accenderà il prossimo 15 settembre con la commercializzazione di PlayStation Move per PS3, infiammandosi poi a novembre con l’uscita di Kinect per X360.

Forza Kinect: galleria immagini

Forza Kinect: galleria immaginiForza Kinect: galleria immaginiForza Kinect: galleria immaginiForza Kinect: galleria immagini

Microsoft: Kinect è più economico di Wii e Move é stato pubblicato su gamesblog alle 08:45 di giovedì 29 luglio 2010.