Archivio di luglio, 2010
Amazon: Stieg Larsson vende un milione di copie in eBook. In Italia, intanto…

Per il mondo degli eBook è tutto un ribollir di tini, per dirla con Carducci. La prima buona notizia viene da Amazon: Stieg Larsson è il primo scrittore che ha venduto un milione di copie sul Kindle. Cifre importanti, per gli eBook: non solo più qualcosa di nicchia.
I dati di vendita dell’autore svedese pare non convincano gli scrittori italiani: Roberto Santachiara, uno dei principali agenti letterari italiani (nella sua scuderia figurano Wu Ming, Carlo Lucarelli, Roberto Saviano, Simona Vinci, Valeria Parrella, Letizia Muratori, Giordano Bruno Guerri, e, fra gli stranieri, Stephen King, Thomas Pynchon, James Ellroy, Jeffery Deaver, Ian McEwan, James Hillman) ha scritto ai suoi autori invitandoli alla massima prudenza per quel che riguarda gli eBook. Motivo? Pecunia sonante:
Ho ragionato sulla migliore offerta ricevuta per quanto riguarda i diritti d’autore sugli e-book. Un’offerta, peraltro, standard: perché quasi tutti gli editori, soprattutto i tre grandi gruppi italiani, si orientano sulla stessa ipotesi. Ovvero: nessun nuovo anticipo per l’autore, e una royalty attorno al 25%. Ma sul netto defiscalizzato, e non sul prezzo di download […] In un accordo serio, l’autore dovrebbe prendere il 50% e suddividere i proventi netti con l’editore. Altrimenti, bisognerebbe mettere in copertina il nome del maggior beneficiario dell’operazione, e scrivere che il romanzo in questione è firmato da Carlo Lucarelli e dall’Ufficio IVA.
Al di là dell’idea romantica, un libro è anche questo. Quello che però mi sembra opportuno notare è che i tre grandi gruppi italiani si orientano sulla stessa ipotesi: mentre Larsson vende un milione di eBook su Amazon, in Italia stiamo ancora nel campo delle ipotesi.
Altro argomento che riguarda l’eBook è la campagna sull’IVA al 4%, di cui vi abbiamo parlato (al momento attuale l’IVA sugli eBook è al 20%). Il problema è difficile da inquadrare in maniera completa perché sono da prendere in esame varie (per esempio: il diritto di resta che, con gli eBook, di fatto decade). Stimolante, in questo senso, la riflessione di Mario Guaraldi, fondatore dell’omonima casa editrice:
L’eBook, col suo contenuto immateriale, ripropone a tutto il sistema editoriale, in maniera non ambigua, la sua natura di servizio culturalmente rilevante offerto alla cittadinanza, a partire dal mondo della Scuola: non solo la sua natura di merce, che tuttavia non è estranea neppure al mondo degli ebook, senza scandalo per nessuno […] Sarebbe tempo di invocare una vera Costituente del Libro tout-court […] perché un libro è un libro in qualunque forma si presenti, è il suo contenuto non la sua forma.
Ultima nota, riguardante gli eReader: quelli che hanno raggiunto il mercato globale nel secondo trimestre 2010 sono stati 1.35 milioni (contro le stime iniziali di 2.02 milioni di unità); si prevede che nella seconda metà del 2010 si dovrebbe raggiungere la somma 7 milioni di macchine.
Tutto questo discutere e chiosare sull’eBook lo trovo interessante dal momento che si inizia a parlare di qualcosa che effettivamente c’è.
Foto | Flickr
Amazon: Stieg Larsson vende un milione di copie in eBook. In Italia, intanto... é stato pubblicato su booksblog alle 08:01 di giovedì 29 luglio 2010.
Fiat Twinair: breve analisi tecnica del nuovo motore
Una Fiat 500 a 2 cilindri: anni ‘60? No, primo decennio del XXI secolo. In casa Fiat si è infatti ritornati ad un binomio che ha fatto faville qualche decennio fa ma occorre tener bene in mente che la sua riproposizione è totalmente diversa.
La 500 di oggi è infatti una citycar moderna e “stilosa”, molto lontana dalla sua spartana progenitrice, e anche il motore Twinair, meso a punto in Fiat Powertrain, non ha niente in comune – a parte lo schema tecnico - con il propulsore del dopoguerra. La disposizione dei cilindri è la stessa, sono infatti paralleli, ma tutto il resto è cambiato radicalmente.
La cilindrata, per esempio, è salita a 900 cc per ottenere, insieme alla presenza del turbocompressore, una potenza consona al peso di una vettura moderna. Il propulsore viene declinato in una versione aspirata da 65 CV e due sovralimentate da 105 e 85 CV, quest’ultima la prima ad essere disponibile.
Il frazionamento bicilindrico, oltre a ridurre gli attriti interni, gli ingombri ed il peso del propulsore, permette poi di ottenere, per la singola camera di scoppio, un volume di circa 450 cc, abbastanza grande da non incorrere in uno sfavorevole rapporto superficievolume e non così elevato da generare difficoltà di riempimento e accensione.
La distribuzione, a 4 valvole per cilindro, è a singolo albero a camme in testa e adotta l’innovativo schema Fiat Multiair, che permette di variare a piacere l’alzata e la fase delle valvole di aspirazione. Il movimento di queste ultime è generato da pistoncini idraulici (6), alimentati dallo stesso olio che lubrifica il motore.

La pressione necessaria viene creata da un terzo pistoncino (4), questa volta con funzioni di pompa, azionato dalla corrispondente camma (2) dell’albero della distribuzione (1) tramite un bilanciere a rullino (3).
il flusso di olio viene modulata da una valvola (5), controllata elettronicamente, interposta fra il pistoncino-pompa e quelli che muovono le valvole. Se l’elettrovalvola rimane sempre chiusa (nel senso che tutto l’olio messo in pressione dal pistoncino (3) la può attraversare per giungere ai pistoncini sulle valvole) allora il moto delle valvole ricalcherà il profilo della camma di comando.
Aprendola più o meno – e scaricando così parzialmente la pressione dell’olio - si potrà intervenire a piacere sul diagramma della distribuzione, variando sia l’alzata sia la fase.

Questa flessibilità ha il primo, macroscopico risvolto nell’eliminazione della farfalla, organo presente nel collettore di aspirazione di tutti i motori a ciclo Otto e la cui presenza permette di modulare la potenza erogata dal motore.
La sua azione di “ostruzione” introduce però delle perdite dato che essa riduce, soprattutto quando è quasi chiusa, lo spazio a disposizione per il passaggio dell’aria e costringe il motore a “faticare” per aspirare l’aria stessa (questo fenomeno è chiamato perdita di pompaggio).
In assenza di farfalla per limitare la potenza si può usare un’alzata normale per le valvole chiudendole però rapidamente, in modo da limitare il volume della carica gassosa in ingresso senza “strozzare” l’aspirazione. Il controllo elettronico permette l’implementazione di molti diagrammi di distribuzione, compresi quelli a aperture multiple nella stessa fase di aspirazione.
La dotazione tecnica del Twinair Fiat prevede poi un controalbero di equilibratura, soluzione molto presente nel campo delle 2 ruote, la cui massa eccentrica permette di riportare le vibrazioni del motore bicilindrico a livello di quelle di un 4 cilindri.

A limitare il livello delle vibrazioni e del rumore concorre anche la coppa dell’olio, fusa in alluminio invece che costruita in lamiera. Il comando della distribuzione, a catena Morse, è un altro elemento di sapore motociclistico perché è abbastanza diffuso in quel settore.
Tutt’altro che spinto è il regime di potenza massima, limitato a soli 5500 giri/min grazie all’impiego del turbocompressore; quest’ultimo, unito al sistema Multiair, permette poi di ottenere la coppia massima a regimi da diesel: i 1.900 giri dichiarati sono infatti un valore molto basso per un motore dalla cilindrata così ridotta.
La compattezza trasversale permetterà poi la facile creazione di versioni ibride, il cui motore elettrico sarà abbinato all’annunciato cambio a doppia frizione che è un downsizing dell’unità montata sulle Alfa Romeo Giulietta.


Fiat Twinair: breve analisi tecnica del nuovo motore é stato pubblicato su autoblog alle 08:00 di giovedì 29 luglio 2010.
Il garage del Sultano del Brunei su Google Maps

Si favoleggia che la sterminata collezione di auto del Sultano del Brunei contenga circa 7000 pezzi e valga complessivamente qualcosa come 5 miliardi di dollari. Ecco quanto sono grossi questi numeri visti dall’alto del satellite di Google Maps: una roba come otto hangar zeppi di meraviglie su quattro ruote. Wow.
Via | Jalopnik
Il garage del Sultano del Brunei su Google Maps é stato pubblicato su autoblog alle 06:11 di giovedì 29 luglio 2010.
Vino-alcol=?
Parlando di bevande, nel piccolo market del mio campeggio in Sardegna, mentre cercavo del pecorino semistagionato, mi sono imbattuto in un prodotto che non avevo mai visto. Un vino in lattina a ridotto contenuto di alcol etilico: lo 0.5%. Non ho grossi problemi ideologici contro le lattine (anche se mi pare siano considerate un sacrilegio nel mondo del vino, dove l’ìmmagine conta moltissimo). Per ora comunque il buon vino lo trovo solo nelle bottiglie di vetro. A dire il vero questo vino, che vedete qui a fianco, non è il primo ad essere venduto in lattina (remember Giacobazzi is my wine?).
Però le mie esperienze passate con la birra senza alcol, fatte per puro dovere di sperimentazione scientifica
, non mi avevano lasciato molto entusiasta, per dirla con un eufemismo. Insomma, ho comprato la lattina, sempre per dovere scientifico, ma un po’ perplesso. C’erano anche le versioni “rosso” e ”rosato” ma anche il masochismo da sperimentazione scientifica ha un limite
. Mi sono limitato al bianco.
Non sono neanche sicuro che si possa tecnicamente chiamare “vino” (magari qualche esperto può confermare o smentire): guardando l’etichetta, il vino è un ingrediente. L’alcol viene tolto con un procedimento chiamato Spinning Cone Column descritto qui in breve.
Se vi state chiedendo che cosa sono tutti quegli additivi, ecco qua:
E202 (Sorbato di potassio) e E211 (Benzoato di sodio) sono conservanti. Probabilmente il contenuto di alcol quasi nullo richiede dei conservanti addizionali per la conservazione del prodotto.
L’E330 è acido citrico ed ha una funzione antiossidante.
l’E442 è un fosfatide di ammonio, usato come emulsionante e stabilizzante della miscela.
L’additivo che mi stupisce di più è la presenza della saccarina (E954) come dolcificante. Forse è stata aggiunta per ridurre ulteriormente le calorie (evitando zucchero oltre che alcol), visto che il nome del prodotto richiama quello di varie bevande gassate senza calorie.
E’ difficile però sostenere, come fa l’azienda produttrice, che il prodotto sia totalmente naturale. Non che io abbia una qualche preferenza a priori per il “naturale”, come sapete bene. A parte che il vino è comunque un prodotto dell’uomo ed è tutto fuorché ”naturale”, vi ho mostrato questa etichetta per illustrare come questo termine sia ormai abusato dal marketing, e poiché non esiste una definizione legale che stabilisca quando è utilizzabile e quando no, ognuno fa un po’ quello che gli pare.
Il sapore? Beh, diciamo che non lo comprerò una seconda volta
A presto Dario Bressanini
La Stampa e la finta intervista all’astronauta Aldrin (UPD 20100729 21:40)
La Stampa pubblica un'intervista a Buzz Aldrin. Falsa
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "cabezit85" e "napobear" ed è stato aggiornato e corretto dopo la pubblicazione iniziale. La replica de La Stampa è negli aggiornamenti all'articolo.Mentre un pubblico ministero italiano oscura per tutto il mondo un intero blog perché alcuni suoi post sono sospettati di diffamazione e si preparano leggi che punirebbero con multe da migliaia di euro i blogger che non rettificano i post entro 48 ore, La Stampa – non un blog, non un sito di chiacchiere, ma un giornale – se ne esce con un articolo completamente inventato. O per dirla tutta, falso.
L'articolo, "La mia Luna vuole una base", è firmato da Antonio Lo Campo ed è confezionato come se Lo Campo avesse fatto delle domande all'astronauta lunare Buzz Aldrin, in occasione della sua apparizione pubblica ad Avezzano (AQ) durante la manifestazione Il Cielo di Argoli, e questi gli avesse risposto con le parole pubblicate. Non è vero.
Non è vero perché Aldrin non ha rilasciato interviste in quell'occasione. Non è vero perché le risposte attribuite all'astronauta sono in realtà trascrizioni rimaneggiate (e oltretutto maldestramente errate) di quello che Aldrin ha detto al pubblico presente.
Come lo so? Semplice: io ero lì. Ero l'interprete di Aldrin, ho le registrazioni audio e video integrali di tutto quello che è stato detto, e il modellino del LM
I fatti documentano che l'intervista pubblicata da La Stampa e firmata da Antonio Lo Campo è un falso. Ho scritto al direttore, Mario Calabresi, per chiedere la rettifica dell'articolo, e ho congelato presso Freezepage.com l'articolo nella sua forma attuale. Ora vediamo quanto tempo ci mette il giornale a rettificare e a chiedere scusa ai lettori per aver rifilato loro una notizia falsa. A quanto ammontano le multe e le sanzioni per i giornali che pubblicano notizie false e non le rettificano entro 48 ore?
Se non ci fossero i blog a fare da controllori alle invenzioni dei giornalisti, se non ci fosse modo per chi sta al di fuori delle redazioni di denunciare pubblicamente questi abusi della fiducia concessa da chi legge e compra un giornale, episodi patetici come questo la farebbero franca. Ma i blogger ci sono, signori miei, e non hanno nessuna intenzione di farsi zittire.
19:00
Mi ha telefonato Antonio Lo Campo e ha chiarito la situazione. Aspetto il suo permesso per pubblicare la spiegazione. Nel frattempo confermo che Lo Campo era presente all'incontro e ha parlato (molto brevemente, per meno di cinque minuti) con Aldrin. Una foto pubblicata da Gravità Zero lo documenta e le riprese video in mio possesso lo confermano ulteriormente. Non appena avrò ulteriori informazioni le pubblicherò.
2010/07/29 05:00
Dopo una serie di conversazioni telefoniche, ieri sera ho ricevuto quanto segue da Gabriele Beccaria, responsabile della rubrica Tuttoscienze de La Stampa, con richiesta di pubblicazione:
Gentile Paolo Attivissimo
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Ho letto con sconcerto le accuse rivolte all’intervista a Buzz Aldrin pubblicata la scorsa settimana su Tuttoscienze de «La Stampa». Non è affatto «un falso», come lei scrive.
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A volte nel giornalismo si compiono sviste ed errori e, se accade, è giusto riconoscerli. Ma non è questo il caso dell’intervista. Non è stato inventato proprio nulla, dal momento che l’autore, Antonio Lo Campo, ha partecipato alla conferenza dell’ex eroe della Luna, ha contribuito alla preparazione delle domande che gli sono state pubblicamente rivolte e al termine dell’evento gli ha anche parlato faccia a faccia, come possono testimoniare molti dei presenti.
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Evidentemente lei ignorava questi fatti e, punto essenziale, non era a conoscenza del breve incontro tra Aldrin e Lo Campo.
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Anche l’episodio del modellino del Lem che cade (che lei considera una bufala) è autentico, come riportato correttamente da Lo Campo. Forse lei non l’ha notato, ma - si sa - a volte la distrazione gioca brutti scherzi.
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Spero che lei voglia pubblicare questa precisazione con lo stesso spazio con cui ci ha ingiustamente accusati. A volte l’enfasi prende la mano e spinge ad affermazioni che poco hanno a che fare con il giornalismo e molto con la diffamazione.
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Cordialmente
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Gabriele Beccaria
Responsabile Tuttoscienze - La Stampa
Sul fatto che Lo Campo abbia partecipato alla conferenza non c'è alcun dubbio e non ne ho mai espressi. Mi correggo sulla questione del modellino del modulo lunare (LM) caduto: riguardando la videoregistrazione ho notato che Tito Stagno ha urtato il modello del Saturn V, che a sua volta ha fatto cadere anche il LM, rapidamente raccolto e rimesso al suo posto da Buzz Aldrin. La caduta del modello del LM si è quindi sovrapposta a quella ben più importante del modello del Saturn V e io non l'ho notata. Ho pertanto rettificato questo aspetto dell'articolo qui sopra.
Veniamo al punto saliente: l'intervista, come la definisce esplicitamente la replica de La Stampa. Aver "contribuito alla preparazione delle domande" che poi vengono rivolte da altri non è fare un'intervista. Le interviste si fanno faccia a faccia, con botta e risposta, e le domande si fanno direttamente, non per interposta persona. Quel giorno anche mia figlia Linda ha fatto una domanda a Buzz Aldrin (quella sui "bip" via radio), e gliel'ho suggerita io: vuol dire quindi che io ho intervistato Aldrin? Direi proprio di no. Pertanto pubblicare le domande come se fossero state poste tutte da Lo Campo direttamente ad Aldrin è e rimane una rappresentazione ingannevole della realtà.
Va notato, inoltre, che alla replica de La Stampa manca l'affermazione più semplice e importante: quella che Lo Campo abbia davvero fatto ad Aldrin le domande citate nell'articolo. Un'omissione decisamente interessante. Se le ha fatte, come mai questo non viene detto chiaro e tondo?
La replica precisa infine che Lo Campo ha parlato "faccia a faccia" con Aldrin "al termine dell'evento", suggerendo tra le righe che il giornalista potrebbe aver intervistato l'astronauta in quell'occasione. Ma perché Lo Campo avrebbe dovuto fare ad Aldrin proprio le stesse domande che gli erano appena state rivolte dal pubblico? Non avrebbe avuto senso.
Aggiornamento: mi è stato infatti confermato che Lo Campo non ha affatto parlato con Aldrin al termine dell'intervento, ma soltanto all'inizio, come del resto risulta anche dalle riprese video. La dichiarazione de La Stampa è dunque errata su questo punto, nonostante Beccaria dica che "possono testimoniare molti dei presenti".
Lo scenario probabile che emerge da queste contraddizioni e dichiarazioni e da informazioni fornitemi da terzi in via riservata è che Lo Campo abbia scritto un articolo in forma ben diversa e corretta e sia stata la redazione a riconfezionarlo in modo più sensazionale, inventando l'intervista faccia a faccia, e che ora, colta in fallo, stia cercando di negare la fabbricazione redazionale dell'intervista. Sta di fatto, comunque, che l'intervista non corrisponde agli eventi documentati.
Ho le registrazioni di tutte le domande fatte dal pubblico e dagli organizzatori e posso documentare che corrispondono a quelle che La Stampa ha presentato come se si trattasse di domande di un'intervista. Posso documentare anche che quanto detto da Aldrin è stato riportato erroneamente.
Se La Stampa è in grado di presentare una registrazione che dimostra che quelle domande sono state fatte anche da Lo Campo direttamente ad Aldrin e sono state riportate fedelmente, e che quindi ho torto, la presenti. Se l'intervista non c'è stata e le domande riportate sono quelle fatte dal pubblico, lo ammetta, invece di parlarmi di "affermazioni che poco hanno a che fare con il giornalismo e molto con la diffamazione". È questione di correttezza nei confronti dei lettori del giornale: bastano due righe di spiegazione. Anche inventarsi interviste inesistenti avrebbe poco a che fare con il giornalismo.
2010/07/29 21:25
Ecco un paio di fotogrammi che mostrano Aldrin mentre raccoglie il LM caduto, ci gioca un istante facendolo "atterrare" sulla propria gamba destra e infine lo appoggia sul tavolo per poi raddrizzare il Saturn V caduto. Il tutto dura una manciata di secondi. Quel modellino è ora qui al Maniero Digitale nella Teca delle Sacre Reliquie.
Video: l’Egitto, i suoi templi e le sue genti
Un bellissimo video sull’Egitto, che ricalca le orme del mio viaggio in quelle terre in modo talmente preciso che sembra l’abbia fatto io…
Non è così, beninteso: l’autore, Sugoi, ci regala un ritratto accurato delle piramidi di Giza e del Darshur, dei templi di Abu Simbel e Luxor, ci fa ammirare i Colossi di Memmon e da un’occhio alla gente, all’architettura e… al traffico del Cairo, di cui vi ho raccontato tempo fa.
Video da non perdere anche perchè ci mostra l’interno dei templi con alcune inquadrature suggestive, e credo “clandestine” visto che da quelle parti fare foto e video negli interni è proibito! :) Consigliatissima la visione in HD.
Video: l'Egitto, i suoi templi e le sue genti é stato pubblicato su travelblog alle 11:08 di mercoledì 28 luglio 2010.
WPA2, scoperta la falla 196
Autore: Giacomo Dotta
Tipo risorsa: news
Categoria: Sicurezza
Antibufala: la balena che salta sulla barca
Balena distrugge barca, c'è anche un video
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "ermanno.m*" e "ardetek".Numerosi lettori hanno espresso dubbi sull'autenticità delle fotografie che mostrano una balena che salta fuori dall'acqua vicino a una barca a vela e, stando al racconto pubblicato per esempio dal Corriere della Sera, la distrugge quasi completamente. L'episodio è accaduto recentemente in Sudafrica, vicino a Città del Capo.
In effetti la fotografia è talmente straordinaria che genera qualche dubbio, ma la BBC ha pubblicato poco fa un video che mostra la stessa scena integralmente. Direi quindi che la foto è autentica oltre il ragionevole dubbio.
Usa: una mega medusa zombie di 18 chili ferisce 150 persone
Una medusa che da sola riesce ad irritare ed urticare 150 persone è già un piccolo quanto negativo evento estivo. Se poi l’animale in questione pesa 18 chili e porta a termine il suo infausto compito da morto, allora ecco una mega medusa zombie pronta per i Tg della sera.
La location della disavventura che ha coinvolto decine e decine di bagnanti americani è la spiaggia di Wallis Sands State, vicino alla città di Rye, nel New Hampshire. I tentacoli staccatisi dalla medusa morta e trascinata a riva dalla corrente sarebbero stati responsabili di un vero horror show, con bambini e adulti che improvvisamente hanno accusato dolori e malori.
La medusa Criniera di Leone, responsabile del parapiglia, è di colore rosso scuro e raggiunge grandi dimensioni: ma niente paura, vive nelle acque boreali dell’Artico, dell’Atlantico settentrionale e del Oceano Pacifico del Nord. Insomma lontano dalle nostre coste.
Usa: una mega medusa zombie di 18 chili ferisce 150 persone é stato pubblicato su travelblog alle 10:11 di sabato 24 luglio 2010.
Calano del 40% gli utili di Nokia nel secondo trimestre
Categorie: Nokia, Curiosità






