Archivio di agosto, 2010
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Mafia, allarme della Ue: “Metà dei paesi non rispetta le norme sulla confisca dei beni”
Meta’ dei paesi europei non ha ancora messo in atto le norme Ue che consentono la confisca dei beni mafiosi e criminali all’estero, mentre nella maggior parte degli stati in cui queste sono in vigore ci sono tutta una serie di ostacoli giudiziari e burocratici che di fatto rendono difficile il recupero dei proventi di attività illegali. E’ l’allarme lanciato dalla Commissione europea e contenuto in un rapporto annuale pubblicato oggi, da cui emerge che solo 13 stati su 27 hanno adottato la normativa Ue sulla confisca dei beni mafiosi all’estero, e di questi solo 3 riconoscono automaticamente la richiesta avanzata dalle autorità giudiziarie di un altro paese Ue senza opporre ulteriori formalità legali.
L’Italia è tra i 14 paesi Ue che ancora non ha trasposto nella legislazione nazionale le norme europee in materia ma in cui il processo è in corso, si legge nel rapporto di Bruxelles. Nella stessa situazione, ci sono anche Francia, Spagna, Belgio, Grecia, Cipro e Lituania. Nessuna notifica invece da parte di Gran Bretagna, Lussemburgo e Malta, ma anche Svezia, Slovacchia, Estonia e Bulgaria. I tre paesi più virtuosi sono invece Olanda, Portogallo e Irlanda, gli unici ad avere attuato le norme di Bruxelles nel pieno rispetto del loro spirito, rendendo automaticamente possibile la confisca dei beni su richiesta delle autorita’ nazionali competenti.
“In un periodo di crisi economica duole constatare che gli stati membri dell’Ue si lasciano sfuggire miliardi di euro provenienti da attività illecite, nonostante quattro anni fa i governi abbiano trovato un accordo relativo all’adozione di misure di confisca”, ha affermato la commissaria europea alla giustizia Viviane Reding. I governi dei paesi Ue avevano infatti adottato una decisione quadro sulla confisca dei beni mafiosi e criminali nell’ottobre 2006, e Bruxelles aveva dato due anni di tempo, sino al novembre 2008, per l’attuazione concreta delle norme.
Ma la Commissione, a differenza degli altri ambiti legislativi, non potrà prendere provvedimenti nei confronti dei “cattivi scolari” come l’apertura di procedure di infrazione. Bruxelles potrà cominciare ad agire solo nel 2014, quando terminerà il periodo transitorio previsto dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona che dà all’esecutivo Ue poteri anche in materia di giustizia. Per questo, secondo la Reding è necessario che si sviluppi “maggiore fiducia” tra i sistemi giudiziari dei diversi stati membri. L’Olanda, uno dei soli 3 paesi che ha adottato la legislazione Ue integralmente, ha inviato agli altri stati europei ben 121 richieste di confisca per un totale di 20 milioni di euro nel periodo che va da aprile, quando la legge e’ entrata in vigore a livello nazionale, ad oggi. La commissaria Ue ha quindi invitato da Bruxelles gli stati membri a “predisporre norme di contrasto della criminalita’ che consentano alle autorita’ giudiziarie di collaborare per aggredire in maniera efficace i proventi acquisiti illecitamente”.
In Italia, poi, c’è il caso di una regione, la Sicilia, che per utilizzare beni confiscati a Cosa nostra debba pagare due milioni di euro l’anno. Si tratta di due immobili confiscati alle societaà del costruttore Piazza attualmente in amministrazione giudiziaria. A denunciarlo è Salvino Caputo, parlamentare regionale del Pdl, che ha anche presentato un’interrogazione al presidente della Regione affinchè intervenga sull’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità per evitare che la “Regione continui a pagare somme così ingenti. E’ un paradosso che lo Stato confischi beni alla mafia e la Regione debba pagare per utilizzare gli immobili dove si trovano gli uffici degli assessorati ai Beni Culturali e Attività produttive, rispettivamente a piazza Croci e in Via degli Emiri a Palermo”. Dopodiché cocnlude: “Si tratta di uno dei tanti problemi legati all’utilizzo dei beni confiscati. Qua l’anomalia è che la Regione è costretta a indebitarsi per utilizzare beni che in realtà, secondo la normativa vigente, la Regione stessa è legittimata ad utilizzare. La norma prevede l’assegnazione anche all’Ente regionale. Attualmente esiste un contenzioso tra Stato, Regione e Amministrazione Giudiziaria che cura gli interessi del patrimonio oggetto di sequestro e confisca”.
L’invasione delle cimici a New York
Shared by gangio
Le ormai tristemente note bed bugs, le cimici dei letti. Sono stati segnalati casi in aumento anche in italia, e la disinfestazione è estremamente difficile. Spero di non incontrarle mai....
Qualcuno dirà che la colpa e’ di King Kong e della sua vendetta contro coloro che hanno spezzato il suo sogno d’amore. Altri che la Grande mela è di fronte a un nuovo colpo contro uno dei suoi simboli. E i più reazionari incolperanno sicuramente gli immigrati “poveri, quindi sporchi”. Fatto sta che l’Empire State Building e’ stato preso d’attacco. Dalle cimici. Per ora il “ritrovamento” e’ stato localizzato nei seminterrati del grattacielo di New York ma, vista la facilita’ di diffusione degli animaletti, non e’ ingiustificato il timore che un bel gruppo di loro sia ormai già ai piani alti a godersi il panorama della città. Per i prossimi giorni, dunque, per chi deciderà di raggiungere la cima dell’edificio, il timore non sara’ tanto quello delle vertigini ma di un fastidioso prurito con il quale si potrebbe ridiscendere a terra. La città, già nota per la sua insonnia, ha ora una ragione in più per non riposare, dato che l’invasione delle cimici si sta diffondendo rapidamente. L’immondo animaletto è una specie di vampiro delle dimensioni di un seme di mela: dorme di giorno e succhia sangue di notte.
New York non è nuova al problema, solo nell’ ultimo anno, le segnalazioni per emergenza cimici, sono state circa 11mila. Fra l’altro, segno dei tempi, gli insetti hanno chiaramente mostrato di non disdegnare il lusso e la moda, tant’è che i primi a fare le spese per “dichiarata invasione” sono stati i trendissimi Abercrombie & Fitch e Victoria’s Secret che, con il capo coperto di cenere, hanno dovuto addirittura chiudere i negozi per procedere alla disinfestazione. Un’onta che Bergdorf e Goodmann sta cercando di evitare grazie all’utilizzo di un’arma segreta: i cani beagle, particolarmente bravi a scovare i ritrovi clandestini degli insetti. Di sera, quando l’ultimo cliente è andato via, ecco i famosi cani da caccia partire all’attacco fra scarpe Manolo e abiti Armani. Settimana scorsa poi l’invasione ha toccato un cinema cittadino dove il pubblico, costretto a un continuo grattarsi, non è riuscito a godersi il film.
La preoccupazione dei newyorchesi per questa nuova emergenza risulta stonata se messa al confronto con la loro rassegnata accettazione di topi e scarafaggi, signori incontrastati di Manhattan e dintorni. Quando in città qualcuno cerca un appartamento e ingenuamente chiede se vi siano gli scarafaggi, la risposta difficilmente è “no”, ma piuttosto ” questa e’ New York”. Fatto sta che con le cimici gli abitanti della Grande mela sono molto meno amichevoli. Forse perchè la disinfestazione contro scarafaggi e topi è assicurata gratuitamente a ogni condominio, mentre liberarsi da un’invasione di cimici costa molto caro.
Oracle sconfiggerebbe i brevetti avendo la meglio su Google?
Che sia un folle o, un visionario… Daniel Eran Dilger è sicuramente bene informato. La seconda metà di agosto si è aperta con l’inaspettata uscita di Oracle, che ha imputato a Google la violazione di sette brevetti relativi a Java su Android. Pochi giorni dopo Il giorno prima Eben Moglen aveva esposto al LinuxCon 2010 una tesi antagonista sulle strategie per sconfiggere il pericolo delle software patent. Sull’intera questione l’idea di Dilger si spinge anche oltre quella di Moglen: la sconfitta di Google in un ipotetico processo intentato da Oracle potrebbe essere addirittura positiva. Un’opinione come minimo bizzarra.
Mentre Oracle è riuscita nella riabilitazione di Google proprio grazie all’attacco ad Android e gli sviluppatori open source la stanno abbandonando per progetti alternativi, Dilger riesce a vedere qualcosa di buono nella politica di Larry Ellison. Del resto, per avvalorare la sua tesi, Dilger difende Apple nei confronti di Adobe: è come sostenere che in un incidente rimediare una paralisi definitiva sia sempre meglio che morire. Opinabile e per nulla confortante (mi scuso per il paragone piuttosto forte). Ricorda un po’ la questione di SCO e Novell, in cui la vittoria di quest’ultima non è un successo.
Insomma, Dilger pensa che Android debba entrare in crisi perché Linux possa emergere. Non soltanto, perché dovrebbe essere Oracle a renderlo possibile. Eppure, nella follia generale della tesi di Dilger c’è un aspetto interessante e per certi versi innovativo: a differenza degli innumerevoli processi sul tema quello contro Google potrebbe porre fine al pericolo dei brevetti software. È un’idea utopistica, vaneggiante e pericolosa che rischia di far emergere un nuovo “caso” SCO. Ma, se avesse successo, porrebbe fine una volta per tutte ai processi su proprietà intellettuale, diritti e patenti.
Via | RoughlyDrafted Magazine
Oracle sconfiggerebbe i brevetti avendo la meglio su Google? é stato pubblicato su ossblog alle 11:00 di lunedì 23 agosto 2010.
Facebook: sfida a Google sul campo della geolocalizzazione
Da qualche giorno anche Facebook è scesa nell'agone della 'geolocalizzazione'. Facebook Places è un servizio fruibile dagli Apple iPhone che consente di informare colleghi, amici e parenti circa la propria posizione sul globo terrestre. Uno strumento, insomma, che permette di localizzare i conoscenti e fornire, contemporaneamente, informazioni - anche in tempo reale - circa la propria 'collocazione geografica'.Com'era prevedibile, Facebook Places sta già scatenando non poche polemiche in materia di privacy. Secondo gli osservatori, gli sviluppatori di Facebook hanno fatto in modo che il servizio sia attivo in modo predefinito: gli utenti debbono quindi accedere alle impostazioni dell'applicazione per disabilitare la funzionalità Places.
Barry Schnitt, portavoce di Facebook, ha dichiarato che non è possibile raccogliere informazioni circa il posizionamento di un qualsiasi utente senza la sua esplicita autorizzazione.
Un PC infetto da trojan possibile causa dell’incidente aereo Spanair 5022 del 20 agosto 2008
Un PC infetto da trojan potrebbe essere stata una delle cause principali dell’incidente aereo del volo Spanair 5022 del 2o agosto 2008, nel quale persero la vita 154 persone su 172 che erano a bordo da Madrid a Las Palmas.
Secondo un report pubblicato da El Pais, il computer centrale responsabile della raccoltadi problemi tecnici sugli aerei sarebbe stato infetto da malware al momento dell’incidente, infezione causa del mancato allarme per i problemi rilevati sull’aereo.
In realtà la mancata apertura di flap e alette sarebbe dovuta essere comunque rilevata dal personale addetto nei controlli prima del decollo, ed è per questo che il computer infetto è individuato solo come una delle cause della tragedia. Di certo però si tratta di un esempio di come il sottovalutare la sicurezza informatica in alcuni ambiti possa portare a eventi inimmaginabili.
Via | Theregister.co.uk
Un PC infetto da trojan possibile causa dell'incidente aereo Spanair 5022 del 20 agosto 2008 é stato pubblicato su downloadblog alle 09:31 di sabato 21 agosto 2010.
10 mete insolite per le vostre prossime vacanze

Tra i 10 luoghi più bizzarri dove trascorrere le proprie vacanze (secondo Lonely Planet) un posto di tutto rispetto spetta all’Olanda, che conquista ben 4 posizioni. Nella lista troviamo infatti il Capsule Hotel di The Hague, il The Crane Hotel di Harlingen, le palafitte del Camping Raft e le suite panoramiche della Torre della Televisione di Rotterdam (nella foto).
Al resto del mondo non rimane poi molto da vantare! Ci sono il lunghissimo treno che percorre la Mauritania; le sfere/bungalow di legno del Free Spirit in Canada; i carri gitani (una sorta di roulotte ancestrale trainata da cavalli) in Scozia, Irlanda e Devon; il Salt Palace (hotel creato con blocchi di sale) a Uyuni, in Bolivia; il rilassato clima della Corea del Nord e la città di Klagenfurt in Austria, dove visitare il Minimundus Villacher park.
Avete trovato qualche spunto interessante per il vostro prossimo viaggio?
Foto | Flickr
10 mete insolite per le vostre prossime vacanze é stato pubblicato su travelblog alle 04:05 di sabato 21 agosto 2010.
Le birre: un grande mondo da scoprire /8

La birra ormai non è più una sconosciuta per noi. Anche se non possiamo approfondire tutto, adesso abbiamo idea di quanto interessante è il suo mondo e quanto è variegato il panorama degli stili. Sappiamo anche come degustarla. Cosa ci resta? Naturalmente saperla servire, conservare e… abbinare.
Vediamo oggi come si serve una birra. Prima di tutto diffidiamo da chi ci dice che una birra va bene in qualsiasi bicchiere, anche di plastica. Ha senso questa affermazione sono nel caso in cui ci troviamo davanti ad un “tracannatore”, di quelli che anche la bottiglia va bene. Ma se vogliamo - come è giusto e va fatto - dare l’importanza che merita alla birra, allora dobbiamo prima di tutto procurarci il bicchiere giusto a seconda della tipologia. Birre con grande corpo e bagaglio aromatico hanno bisogno bicchieri più capienti e di apertura ampia e generosa, come i baloon del vino, le coppe. Scegliamo coppe, tulipani svasati, tulipani grandi. Così la birra avrà modo di toccare l’aria e faciliteremo l’ascensione dei profumi. Per le birre meno complesse, procuriamoci bicchiere più piccoli, colonne, flute, boccali cilindrici, che ci aiuteranno a “tenere a bada” e ad indirizzare meglio in una sola direzione le sensazioni olfattive senza perderle subito.
Potrei qui elencare tutti i bicchieri che si abbinano ad uno stile, ma ci dilungheremmo a tal punto da dover dedicare almeno tre puntate di questa guida solo a questo argomento. Così, giusto per darvi un’indicazione di massima, vi faccio qualche esempio:
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una Trappista va servita in un bicchiere Baloon
una Kölsch va servita in un bicchiere Kölschglas, cilindrico e di dimensioni ridotte
una Ale va servita in un boccale dal vetro molto spesso per conservare la temperatura di servizio
una Stout va servita nel classico bicchiere della pinta a forma di cono rovesciato
una Pils va servita in una colonna biconica, un bicchiere dalla forma allargata e dalla bocca chiusa.
Ma come si versa una birra? La spillatura (questo il termine specifico) deve avere un preciso obiettivo: creare il cappello di schiuma! Una birra senza schiuma, infatti, tranne se non si tratta di qualche caso speciale, è una birra troppo esposta all’aria, che si ossiderà subito. La schiuma protegge la birra, ne porta al naso i sentori, libera la birra dalla frizzantezza in eccesso, e soprattutto fa parte della birra! La spillatura avviene attraverso i “colpi”, i diversi travasi della mescita, che variano da uno a tre. Le birre non filtrate, ad esempio, vanno servite con due colpi, ovvero il primo per versare la birra fino ai tre quarti del suo volume, il secondo per risciacquare la bottiglia dai lieviti (facendola ruotare) e versando nel bicchiere. Se volete evitare i lieviti, fate solo il primo “colpo”.
Esistono poi mescite in stile nazionale: la spillatura belga (un colpo singolo per le birre filtrate, con bicchiere in partenza a 45° e poi man mano si porta in verticale favorendo la formazione della schiuma, in due colpi per quelle non filtrate), la spilaltura britannica (in un solo colpo con il bicchiere a 45° e poi riaddrizzamento in verticale con formazione di schiuma), la spillatura tedesca (tre colpi e diversi minuti di spillatura, primo colpo con bicchiere a 45° e formazione di grande schiuma per circa 4/3 del bicchiere, secondo colpo con bottiglia inclinata e riempimento del bicchiere sempre con grande schiuma fino all’orlo, terzo colpo dopo qualche minuto, per aggiunta della birra rimasta. Questo procedimento vale anche per la spillatura alla spina).
Infine, se siamo a cena con amici e vogliamo servire una birra, ricordiamoci che la schiuma per le birre a bassa fermentazione va pareggiata al bordo del bicchiere, per quelle ad alta fermentazione può essere lasciato a coronamento (che esce un pochino oltre l’orlo).
E domani… abbiniamo!
Foto | Flickr
Le birre: un grande mondo da scoprire /8 é stato pubblicato su gustoblog alle 13:00 di venerdì 20 agosto 2010.
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4 milioni di dollari all'esordio per Mordimi
Shared by gangio
L'unico motivo valido per vedere La twilight saga: poter poi capire le battute demenziali di film come questi e poterle apprezzare :)

Anche se ‘penalizzato’ dagli oltre 100,000 download illegali che l’hanno visto protagonista nell’ultimo mese, Mordimi ha esordito positivamente al box office americano. Proiettato in 3,233 sale, il film, costato 20 milioni di dollari, con lo 0% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, una media voto dell’1.8, che passa a 3.9 su IMDB, e dalla durata ridicola di 80 minuti (compresi i titoli di coda…), è riuscito ad incassare ben 4,016,858 dollari, ovvero quasi quanto incassato da Disaster Movie nell’intero weekend d’esordio due anni fa. Battuti così I Mercenari, riuscito a raccogliere 3,029,099 dollari, e Mangia, Prega, Ama, fermatosi a quota 2,943,789 dollari. Riuscirà la pellicola demenziale della Fox a proteggere il primato per l’intero fine settimana?
4 milioni di dollari all'esordio per Mordimi é stato pubblicato su cineblog alle 21:26 di giovedì 19 agosto 2010.