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Articoli di Motoricerca.net

Nuovo algoritmo di Google contro le content farm

Algoritmo di Google

Dopo aver promesso di dare battaglia alle cosiddette “content farm“, ossia a quei siti che generano un’elevata quantità di contenuti di scarso valore col solo scopo di scalare le SERP del motore di ricerca, Google ha lanciato un nuovo algoritmo, che per riguarderà esclusivamente i risultati statunitensi.

Stando a quanto dichiarato da Big G, il nuovo algoritmo dovrebbe avere un impatto considerevole su circa il 12% dei risultati di ricerca negli Stati Uniti.

La società ovviamente non ha dichiarato ufficialmente che il nuovo algoritmo ha l’obiettivo di andare a colpire le content farm, anche se questo appare abbastanza chiaro.

Una decina di giorni fa, Google ha anche lanciato un’estensione per il browser Chrome che consente agli utenti di filtrare determinati domini dalle SERP del motore di ricerca. Il nuovo algoritmo non è basato su tali dati, ma la società di Mountain View ha rivelato che tra i siti più segnalati (leggi bloccati) dagli utenti, l’84% di essi viene “penalizzato” dal nuovo algoritmo. Questo sta ad indicare che tale modifica del sistema di ranking va nella giusta direzione.

E’ ancora presto comunque per dire se il nuovo algoritmo migliorerà effettivamente la qualità dei risultati, non resta che valutare tale rivoluzione e prepararsi per la sua diffusione a livello mondiale, anche se ancora non è stata comunicata una data per tale passaggio.

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Usare Office con Google Docs grazie a Google Cloud Connect

Google Cloud Connect

Qualche mese fa avevo già scritto in merito Google Cloud Connect, il plugin di Google che permette  di salvare i documenti creati con Microsoft Office sul proprio account Google Docs, permettendo anche la collaborazione con altre persone.

Ora tale plugin è disponibile per tutti gli utenti Windows ed è scaricabile da questo sito.

L’installazione è molto semplice e, una volta terminata, è sufficiente avviare Word, Excel o PowerPoint per visualizzare la nuova barra di Google Cloud Connect.

I documenti caricati con questo sistema non sono modificabili direttamente con Google Docs, ma è necessario convertirli (creando quindi una nuova copia del file) per poterli editare usando gli strumenti online.

In questo video sono illustrate alcune delle caratteristiche di questo interessante strumento di collaborazione online:

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One Pass: il sistema Google per far pagare i contenuti digitali

Google One Pass per gli editori

Google ha annunciato oggi One Pass, un servizio su abbonamento per gli editori che desiderano monetizzare i propri contenuti digitali.

Grazie a Google One Pass gli editori possono decidere quanto far pagare per permettere l’accesso ai propri contenuti, in modo da sperimentare quale metodo di pagamento funziona meglio. Accesso a tempo, accesso freemium o pagamento per accedere al singolo articolo sono alcune delle opzioni disponibili. Sarà inoltre possibile offrire un accesso a prezzo scontato per chi è abbonato anche alla versione cartacea della pubblicazione. I pagamenti, inutile quasi sottolinearlo, saranno ovviamente gestiti tramite Google Checkout.

I clienti che useranno One Pass potranno accedere da pc, tablet e smartphone semplicemente inserendo il proprio indirizzo e-mail e password. Il servizio consente agli editori di autenticare anche gli abbonati già registrati.

Google One Pass è disponibile in Canada, Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti.

A Google spetterà il 10% dei ricavi generati attraverso One Pass.

Ecco il video di presentazione di Google One Pass:

Link: la notizia sul blog ufficiale di Google.

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Le auto di Google Street View e la privacy dei cittadini

Le auto di Google

Se Google vorrà catturare nuove immagini da utilizzare sul servizio Street View dovrà prima informare i cittadini. A stabilirlo è stato il Garante per la Privacy italiano, con un provvedimento appena adottato che prevede multe da 30mila a 180 mila euro per ogni violazione delle norme.

L’intervento del Garante è stato spinto dalle numerose proteste da parte di cittadini e amministrazioni locali che hanno reputato troppo invadente il metodo utilizzato da Google per catturare immagini delle varie strade italiane.

Le auto di Google dovranno essere riconoscibili, attraverso cartelli o adesivi ben visibili, che permettano di capire facilmente che stanno raccogliendo immagini fotografiche per il servizio Street View. Alla società di Mountain View è stato inoltre ordinato di pubblicare sul proprio sito web, tre giorni prima che inizino le riprese, le località visitate dalle vetture di Street View. Per le città più grandi Google dovrà indicare i quartieri in cui circoleranno le vetture. Lo stesso avviso dovrà essere pubblicato da Google sulle pagine di cronaca locale di almeno due quotidiani e diffuso per mezzo di un’emittente radiofonica locale per ogni regione visitata.

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Google Street View ritorna sulle strade italiane

La copertura italiana di Street View

Le auto di Google Street View sono tornate in Italia per completare il lavoro di ricognizione del territorio e catturare nuove immagini da inserire poi su Google Maps.

Visitando un’apposita pagina del sito di Google Maps è possibile sapere dove si trovano le auto di Google. Anche se non viene fornita l’indicazione geografica precisa è possibile almeno conoscere la città che stanno fotografando in quel momento.

Durante la nuova operazione di ricognizione da parte delle auto di Google è stato corretto il problema relativo alla registrazione dei dati WiFi, che negli scorsi mesi aveva scatenato non poche polemiche nei confronti della società di Mountain View.

Ora non resta che attendere che le auto di Big G completino il loro lavoro sul nostro territorio e che le nuove immagini vengano elaborate e messe a disposizione di tutti gli utenti di Google Maps.

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Da Google un nuovo social network?

Social Network: ora tocca a Google

Pare che  Google abbia intenzione di potenziare i propri sforzi nel settore dei social network. Le precedenti mosse relative a Orkut e Google Buzz si sono infatti dimostrate molto deboli e completamente inadatte a competere con Facebook. Adam D’Angelo, ex dirigente di Facebook, sembra confermare che non si tratti di un rumor ma di un progetto sul quale Google sta investendo molto.

Il servizio dovrebbe ovviamente avere quasi tutte le principali funzionalità di Facebook per poter minimamente pensare di competere con il colosso dei social network.

Probabilmente a Mountain View sono spaventati dalla continua, anche se un po’ rallentata, crescita di Facebook e temono che sempre un maggior numero di utenti passi gran parte del tempo sul social network invece che altrove (soprattutto sui siti Google).

Lanciare un nuovo social network con l’intenzione di competere con Facebook è sicuramente una sfida ambiziosa, ma una società come Google ha sicuramente molte carte da giocare per fare in modo che l’iniziativa abbia successo.

Promuovere o integrare il probabile nuovo social network infatti non sarà un problema per Google: sulla home page del motore, su Gmail, su YouTube, magari anche all’interno di Google Chrome e non dimenticando i dispositivi mobile basati su Android e la Google TV.

La sfida da vincere sarà sicuramente quella di convincere i milioni di utenti Facebook, non tanto al trasloco verso il nuovo social network, ma almeno a provarlo e decidere in seguito di migrare la propria rete sociale sul nuovo strumento, cedendo ulteriori dati personali a Big G.

Al momento non rimane che attendere conferme o smentite ufficiali in merito. Per ulteriori commenti invece sarà necessario attendere l’effettivo lancio del nuovo servizio.

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