gangio75
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Articoli di gangio75
Abbiamo perso l’innocenza
Questo fine settimana mi sono recato con la mia ragazza al mare, e dato che non amo arrostirmi sulla battigia, ho deciso come al solito di fare una lunga passeggiata sul litorale di Marina di Carrara.
Perso nei miei pensieri, a un certo punto la mia attenzione viene catturata dai giochi di un piccolo gruppo di bambini, avranno avuto due forse tre anni, e dai loro schiamazzi.
Con i visi sorridenti, saltellavano rincorrendo lo sbattersi delle onde sul bagnasciuga, ridendo beatamente quando i loro piedini venivano a contatto con la fredda acqua, correndo quà e là in modo disorganizzato.
“Ecco” ho pensato – “ai bambini basta poco per essere felici” – perchè è innegabile che quei bambini erano felici, persi totalmente nella loro (anche se semplice) attività.
Abbiamo perso la loro innocenza, e la loro capacità di gustare i semplici piaceri della vita, dimenticando che si può essere felici anche senza un SUV, un completo Dolce&Gabbana o un iPhone.
Ho detto “perso”, ma ciò potrebbe significare il poter ritrovare la cosa che si è smarrita; invece in questo caso non c’e’ rimedio, l’adolescenza segna un punto di non ritorno, verso la pubertà e la maturità che nella sua naturale evoluzione ci porta a generare noi stessi una prole, nei cui allegri giochi possiamo rivedere noi stessi, riscoprendo antichi ricordi.
Il mistero delle pietre che si muovono da sole – Sailing Stones
Da ormai tantissimi anni, studiosi di ogni campo cercano di dare una risposta alle cosidette Sliding Rocks o Sailing Stones del lago Racetrack Playa in California.
In questo luogo, situato nella Death Valley avviene un fenomeno stranissimo che fa in modo che le rocce presenti, pesanti anche centinaia di chili, si muovano lungo traiettorie irregolari attraversando anche tutta la valle e lasciando dietro di se una lunghissima scia a testimonianza del loro passaggio.
La valle piatta è stata formata da un lago che per granparte dell’anno è secco. Il Racetrack Playa è largo 4 chilometri per 2 e al suo interno è ricoperto da uno strato di argilla, che le poche volte in cui piove si trasforma in un’immensa fanghiglia.
In questo panorama si collocano le nostre pietre vaganti, rocce con una grandezza che varia da pochi grammi a centinaia di chili, ognuna di esse con un percorso proprio e indipendente dalle altre.
Alcune pietre si muovono solo qualche metro, altre girano in tondo, altre ancora vanno dritte per la propria strada e poi, dopo centinaia di metri magari cambiano direzione improvvisamente.
Un fanomeno assai arduo da spiegare da parte degli scienziati. Appostamenti, osservazioni e quant’altro, non sono stati sufficienti a risolvere il grande mistero.
Quel che più lascia perplessi di questo fenomeno non è tanto il fatto che le pietre si muovano, ma quanto più che due pietre l’una accanto all’altra della stessa dimensione, possano muoversi in direzioni diverse, oppure che pietre più grosse vicine ad altre più piccole e ferme, si mettano in movimento.
Gli studi più avanzati condotti nella zona, arrivarono alla conclusione che le rocce si muovevano in determinate condizioni atmosferiche in cui l’argilla diventa scivolosa e il vento e la pioggia spingono le pietre facendole scivolare lungo tutta la valle, inoltre per qualche inspiegabile ragione, le pietre si muovono quasi sempre durante la notte e in condizioni di brutto tempo, anche se alcuni affermano che questo non sia vero.
Anche se nessuno ha mai visto una pietra muoversi, il Dottor Robert Sharp afferma di aver studiato negli anni 70 il movimento di ben 30 rocce e dichiara di aver registrato movimenti rapidi anche un metro al secondo.
A giudicare dai segni lasciati dalle rocce, si può presumere che esse si muovano quando la valle è ricoperta di fango, inoltre l’assenza di altri segni, esclude la possibilità che a muoverle possa essere l’uomo o un animale.
La teoria più accreditata è che a far muovere le pietre sia il vento che soffia prevalentemente da Sud ad Est e da Nord ad Est e infatti parte delle scie delle pietre coincidono con queste direzioni. Altre teorie affermano che tutto possa essere provocato dal ghiaccio coadiuvato dal vento.
Ad infittire il mistero, il fatto che durante lo studio del dottor Sharp alcune pietre si sono mosse nonostante dei paletti fossero stati posizionati attorno ad esse. E ancora più inspiegabile, 7 delle 30 pietre che all’epoca venivano studiate, a seguito di una forte tempesta scomparvero nel nulla senza lasciare traccia o scia.
Ad oggi ancora nessuno è riuscito a dare una spiegazione razionale a tale fenomeno, voi cosa ne pensate? Cosa potrebbe farle muovere?
8 misteriosi suoni mai identificati – Absurdity Is Nothing
Gli alieni comunicano con noi? Esistono mitologici mostri nelle profondità marine? Le spie Russe comunicavano tramite segnali radio criptati?
Il mondo è pieno di suoni, prodotti da ogni cosa che ci circonda, la maggiorparte di questi sappiamo da dove proviene, ma esistono alcuni suoni per cui negli anni non si è mai trovata una provenienza e una spiegazione.
Ecco a voi 8 misteriosi suoni mai identificati.
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The Bloop
Durante il 1997 i rivelatori ad alta profondità dell’istituto oceanografico, registrarono un misterioso suono, della durata di circa 1 minuto e udibile in un raggio di circa 5000km da diversi rivelatori sparsi in tutto l’Oceano Pacifico. I dispositivi, posizionati, nella zona chiamata “Deep Sound Channel” (Profondo canale dei suoni) durante la guerra fredda, avevano lo scopo di captare segnali provenienti dai sottomarini Sovietici e sono tuttora utilizzati per monitorare fenomeni naturali. Il suono nelle registrazioni, cresce rapidamente di frequenza per poi scomparire lentamente nelle profondità dell’Oceano.
Si esclude categoricamente che il suono possa essere stato prodotto dall’uomo o da qualche animale conosciuto, anche dell’epoca preistorica. Si ipotizza che possa provenire da qualche sconosciuta creatura delle profondità marine di grandezza enormemente maggiore rispetto a quella della Balenottera Azzurra.
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The Hum – Il Brusio di Taos
In tutto il mondo, in luoghi come il New Mexico, le Hawaii, la Gran Bretagna, nel corso degli anni, varie persone hanno descritto e sentito quello che viene chiamato il Brusio di Taos o Taos Hum.
L’Hum è un suono persistente, fastidioso e molto simile a quello del motore diesel di un’auto in lontananza e che spesso viene percepito attraverso vibrazioni al’interno del corpo (come quelle che si provano davanti a delle casse ad alto volume). Il suono non può essere registrato in modo accurato dai microfoni e si propaga con più intensità durante la notte e con maggiore presenza durante il fine settimana.
Nell’isola Big Island delle Hawaii, il suono è attribuito al vulcano, ma molti obiettano che il medesimo suono non può essere attribuito ad un vulcano anche a Kent, in Inghilterra o a Taos nel New Mexico, luogo da cui il suono prende il nome.
E’ un effetto dell’elettromagnetismo? Supernaturale? Una illusione collettiva? Al momento non è possibile dirlo, anche se dal 2005 alcuni ricercatori sono arrivati alla conclusione che si possa trattare di un disturbo causato dall’irrigidimento di un muscolo all’interno del timpano.
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Le misteriose esplosioni dei Mistpouffers (Brontidi)
I Mistpouffers o Brontidi come vengono chiamati in Italia, sono dei suoni uditi dagli abitanti di paesi situati sul mare, dal Bangladesh all’Olanda. Questo misterioso suono assomiglia molto a quello di un colpo di cannone o al rumore di una fortissima tempesta, un’esplosione che si verifica quanto il cielo è sereno, senza nubi e in condizioni climatiche apparentemente stabili.
Uno dei luoghi dove più spesso è possibile udire questo suono è la baia di Fundy in Canada, ma ci sono state alcune testimonianze anche nel nostro paese e in altri stati di tutto il mondo.
Tale suono non è un avvenimento recente. In alcuni luoghi i Brontidi vengono uditi da centinaia di anni. Durante gli anni della guerra, si pensava che queste esplosioni potessero essere causate dall’utilizzo di bombe soniche, ma con il passare del tempo e la persistenza di questi fenomeni, l’ipotesi venne meno. Altri pensavano potesse essere l’effetto dell’impatto sulla terra di frammenti di meteorite.
Oggi si pensa che tale suono possa essere provocato da banchi di gas presenti sotto il manto sabbioso dei fondali marini che si liberano e risalgono in superficie provocando un suono talmente potente da danneggiare le abitaizoni, così come accadde nel 1978 a Newfoundland in Canada.
L’ultima testimonianza di tale fenomeno risale a Maggio di quest’anno.
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Il misterioso “Slow Down”
Registrato il 19 maggio 1997, lo stesso anno del Bloop, questo inspiegabile suono lungo 7 minuti è chiamato Slow Down perchè cala di frequenza con il passare del tempo.
E’ stato registrato da 3 sensori del NOAA nel raggio di circa 2000 km nell’Oceano Pacifico Equatoriale. Fino ad allora mai nessun suono del genere era stato registrato nelle profondità marine.
Alcuni ricercatori pensano possa essere collegato al Bloop.
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Quacker
I Quacker sono dei suoni ripetutamente registrati dai sottomarini Sovietici durante il periodo della Guerra Fredda nelle profondità del Nord Atlantico e dell’Artico. Il Quacker è un suono simile a quello di una rana (da qui il suo nome Quacker che ne imita il verso). Secondo i marinai Russi, tale suono proveniva da un oggetto non identificato in movimento in alcune precise aree dell’Atlantico, oggetto che i sonar non hanno mai individuato.
Durante la Guerra Fredda i Sovietivi erano convinti di essere riusciti ad intercettare alcuni messaggi segreti della tecnologia americana. Oggi, dopo molti anni, gli scienziati credono che il quacking sia stato provocato da alcune creature simili ad un polpo o ad una piovra, che non avendo uno scheletro interno, non potevano essere identificati dal sonar.
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I misteriosi suoni degli anelli di Saturno
Sono misteriosi e surreali, proprio quello che vi aspettereste di sentire all’inizio di un film in surround. Sono i suoni registrati a Luglio 2004 nell’atmosfera di Saturno dalla sonda spaziale Cassini. Questi incredibili suoni, sono stati convertiti dai tecnici della NASA ad una frequenza udibile anche all’orecchio umano ed il risultato è a dir poco strabiliante. Una vera e propria sinfonia, composta da note ben distinte che nel complesso creano un’armonia strepitosa.
Troppo semplice affiancare queste registrazioni ad un possibile contatto degli alieni con il nostro mondo.
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L’incessante segnale della stazione UVB-76
Sembra la trama del telefilm di Lost, uno strano segnale radio che si ripete in continuazione dal 1982, 25 volte al minuto, 24 ore al giorno, senza che nessuno sappia di cosa si tratti.
Tale suono proveniente dalla base radio UVB-76 a Provaroro in Russia si crede possa essere un canale di comunicazione segreto del governo Russo, o un segnale che verifica lo stato di qualche installazione militare segretao ancora un segnale ad alta frequenza di qualche radar metereologico.
Oltre al bip ripetuto in continuazione, nel 1997, nel 2002 e nel 2006 sono stati trasmessi alla stessa fequenza (4625kHz) dei messaggi vocali. In una di queste 3 occasioni il messaggio pronunciato da una persona di sesso maschile in Russo, recitava tali parole: “Ya ? UVB-76. 18008. BROMAL: Boris, Roman, Olga, Mikhail, Anna, Larisa. 742, 799, 14.”
Il 6 Giugno 2010, il segnale che per 28 anni è stato trasmesso senza interruzioni, improvvisamente è scomparso, per poi ricomparire pochi giorni più tardi.
Nessuno sa quale sia stata la fonte di tale segnale e probabilmente nessuno lo saprà mai.
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Il segnale ‘Wow’
Gli alieni cercarono di contattarci nel 1977?
Circa 33 anni fa, il telescopio dell’Università di Stato dell’Ohio, The Big Ear, registrò un segnale radio 30 volte più potente rispetto al rumore cosmico che normalmente i telescopi di tutto il mondo registrano.
Il segnale, della durata di 72 secondi è stato chiamato “wow” dopo che il Dr. Jerry Ehman, analizzando le trascrizioni di tale segnale, le evidenziò, scrivendo affianco la parola “wow!”
Il misterioso suono interstellare proveniva da un punto non identificato della costellazione del Sagittario. Nonostante l’attenzione suscitata, da allora non si è più udito nulla di simile e ad oggi, il “wow” rimane l’unico segnale confermato proveniente dallo spazio aperto, che possa essere considerato un probabile messaggio di entità aliena.
La carota e lasino
Può la carota fare la felicità dell’asino?
Ognuno conosce la faccenda della carota appesa all’estremità di una pertica, davanti al naso dell’asino, per forzarlo a camminare.
L‘altro giorno,al vedere un bambino che strillava “Ne ho voglia!” davanti alla facciata di un negozio di articoli ad un euro, mi sono rammentato un episodio dello stesso genere, con un mio nipotino, ed eccomi ripartito sui tre veleni:avidità, ira ed ignoranzia.
Sembra proprio che l’avidità sia uno dei principali motori dell’essere umano. A secondo D. Loy (e sono d’accordo), tale avidità è in relazione col Non-Se.
Si sa che il Buddhadharma insegna il Non-Se, cioè che nulla esista di per se, cioè independantemente del proprio contesto, cioè ancora senza relazione col resto. Ora, se tale principio è relativamente facile da integrare, in tanto che si tratti di cose e di oggetti, come per esempio che non si ha libri senza carta e senza inchiostro, che non c’è inchiostro senza delle materie concui viene fatto, né carta senza gli alberi o le piante da carta, senza processo vegetale, e così via, senza contare l’autore, che rimane indispensabile, allora tutto ciò va bene, ma rimane ben più difficile ammetterlo per se stessi.
E persino se volessimo ammetterlo per il nostro corpo, i nostri bisogni fisici, le nostre origini, ecc., ci resta un piccolo ridotto per il quale non vorremmo ammettere il non-se, ed è la nostra coscienza. L’uomo si è dunque immaginato un’anima immortale incarcerata in un corpo temporaneo; dopodiché ci stanno più opzioni, tra cui la cristiana contemporanea,di scelta tra inferno e paradiso per l’eternità, o purgatorio, svariatamente prima del paradiso per l’eternità.
Tale schema comporta parecchie varianti, che si ritrovano persino nel Buddhismo Mahayana; viene concorrenzato dallo schema metempsicotico, dove l’anima farfalleggia da un’esistenza all’altra, con o senza esistenze animali, l’idea basilare stando sempre al premiare i buoni e punire i cattivi.
Ma l’idea basilare del Buddha Dharma, è che l’essere umano, al più profondo di se stesso, sa la realtà del Non-Sé, e tenta con tutti i mezzi di dimostrare il contrario, sopratutto grazie alla possessione. “Possiedo, ergo sum“. L’idea generale essendo: “Valgo qualcosa, poiché possiedo tanto”, o, “poiché ho tanto potere”, od ancora, “poiché mi ammira ttanta gente”.
A scala ridotta, ciò si può manifestare con la macchina, l’orologio, l’amico o l’amica. Esistere nello sguardo altrui, poiché non è possibile nel suo proprio.
Dunque, per tornare alla carota, se non ottengo quel che desidero, è la stessa esistenza mia che ne viene minacciata!
Uno dei casi più tipici, è quello del desiderio carnale e della gelosia. Il dimanio delle passioni dove il verbo patire ha una parte cosi bella! Certi vanno fino a suicidarsi (“annientarsi”) in certi casi estremi.
Le persone più tormentate da questo problema tendono a lanciarsi in una politica di acquisti senza fine: sia in beni materiali, in potere, o in conquiste sessuali, non c’è ne mai abbastanza. Il profeta Mohammed(su di lui la pace, su di lui la salvezza!) diceva che se si dasse al figlio di Adamo un monte di oro, egli ne chiederebbe subito uno secondo.
Come di fatti è il processo d’acquisto che conta, e non l’acquisto stesso, il processo è senza fine e di là, disperante. Esattamente come la carota che pende davanti al naso dell’asino.
E‘ in tal sens o che bisogna rinunciare. Non necessariamente ai beni di questo mondo (va bene, lo si può fare, lo fanno i monaci, ma è una tappa di più) ma sopratutto all’attaccamento che ci abbiamo. E’ il modo più sicuro che la nostra felicità non venga guastata dagl’infortuni dell’esistenza. Asino, rinuncia alla tua carota.
Mxl
MEDICINA: LO STUDIO, ARGILLA VULCANICA KILLER DI SUPERBATTERI IN 24 ORE
Roma, 29 ott. (Adnkronos Salute) – Argilla vulcanica per fare piazza pulita dei pericolosi super batteri come lo stafilocco aureo resistente ai farmaci (Mrsa) o l’escherichia coli. Secondo uno studio condotto dall’università dell’Arizona, una sostanza presente nella terra prelevata da alcuni vulcani francesi del massiccio centrale “è in grado di annientare fino al 99% dei batteri in sole 24 ore”, rivela la ricercatrice Lynda Williams. Lo studio dei microbiologi è stato finanziato dai National Institutes of Health statunitensi. E visti i risultati, l’argilla ‘ammazza-batteri’ si candida a diventare la degna sostituta della penicillina, la muffa antibatterica che ha rappresentato una delle più importanti scoperte scientifiche del XX secolo.
“Da queste sostanze potremmo avere – aggiunge Williams – una nuova classe di antibiotici di fronte ai quali i super batteri non sviluppano resistenza”. Insomma, l’uovo di Colombo per risolvere uno dei più seri problemi per gli ospedali di tutto il mondo, alle prese con le infezioni da batteri resistenti dei loro pazienti, si chiama Agricur. E potrebbe salvare milioni di vite. Si attendono ora i risultati delle sperimentazioni sull’uomo. Ma in laboratorio le colonie di Mrsa trattate con l’Agricur sono state eradicate, mentre quelle a cui non è stata somministrata l’argilla si sono moltiplicate di 45 volte. Tra le ipotesi avanzate dagli scienziati, che cercano di capire quali siano le proprietà antibatteriche che rendono l’Agricur un così efficiente killer, c’è quella della particolare combinazione mineralogica. “I metalli presenti nella terra vulcanica – ipotizzano – sono gli ingredienti attivi in grado di mettere al tappeto i batteri attaccandone la superficie delle cellule”. Un’altra ipotesi è quella che l’argilla renda meno facile ai microrganismi nutrirsi e proliferare.
Poooovero gatto!
OSWIECIM, Poland (Reuters Life!) – A cat living at the former Nazi death camp of Auschwitz has caused fur to fly between an animal care group and Polish authorities refusing to allow a shelter to be built for it.
The grey and white cat, known variously as Rudolf or Bruno despite being female, can often be seen sitting near the notorious “Arbeit macht frei” (“Work sets you free”) sign at the entrance to the camp.
She has seemed unperturbed by an unusually cold winter in Poland that has seen night temperatures dip as low as minus 34 Celsius (minus 29 Fahrenheit).
The museum that runs the camp has rejected a call from the group For Animals to build a cat shelter, saying other animals also live at the site and that visitors are its main priority.
“All we asked for was to erect a shelter, but we were refused,” said Joanna Zaremba of the For Animals foundation.
A museum employee tried in vain to give the animal a home.
“The cat was not used to being indoors and the employee had to let her out to feel free. She came straight back (to the camp) like a boomerang, back to the ‘Arbeit macht frei’ gate,” said Adam Cyra, another member of staff.
The cat is believed to have arrived at the camp about six months ago and started to attract the attention of visitors after Polish newspapers and websites reported on the animal’s attachment to the site and the campaign to build a shelter.
“I came especially to see this cat as I’ve heard so much about it in the local media,” one Polish visitor told Reuters Television. “I’m ready to adopt the cat and give her a home.”
While the cat has been staying near the entrance, a gang stole the “Arbeit macht frei” sign. Polish police later recovered the sign, cut into three pieces, and arrested five suspects over the crime.
Up to 1.5 million people, mostly Jews, perished at Auschwitz during the Nazi occupation of Poland in World War Two. The site, near the town of Oswiecim in southern Poland, received more than one million visitors last year.
(Reporting by Dagmara Leszkowicz and Janusz Chmielewski, editing by Gareth Jones and Charles Dick)
Doctor casts new light on cat that can predict death | Reuters
Doctor casts new light on cat that can predict death
SYDNEY (Reuters) – When doctors and staff realized that a cat living in a U.S. nursing home could sense when someone was going to die, the feline, Oscar, was portrayed as a furry grim reaper or four-legged angel of death.
But Dr. David Dosa, who broke the news of Oscar’s abilities in a paper in the New England Journal of Medicine in 2007, said he never intended to make Oscar sound creepy or his arrival at a bedside to be viewed negatively.
Dosa said he hopes his newly released book, “Making Rounds With Oscar: The Extraordinary Gift of an Ordinary Cat” will put the cat in a more favorable light as well as providing a book to help people whose loved ones are terminally ill.
“After the New England Journal article you got the feeling that if Oscar is in your bed then you are dead, but you did not really see what is going on for these family members,” said Dosa, an assistant professor of medicine at Brown University.
“I wanted to write a book that would go beyond Oscar’s peculiarities, to tell why he is important to family members and caregivers who have been with him at the end of a life.”
Dosa said Oscar’s story is fascinating on many levels.
Oscar was adopted as a kitten from an animal shelter to be raised as a therapy cat at the Steere House Nursing and Rehabilitation Center in Providence, Rhode Island, which cares for people with severe dementia and in the final stages of various illnesses.
SIXTH SENSE?
When Oscar was about six months old the staff noticed that he would curl up to sleep with patients who were about to die.
So far he has accurately predicted about 50 deaths.
Dosa recounts one instance when staff were convinced of the imminent death of one patient but Oscar refused to sit with that person, choosing instead to be on the bed of another patient down the hallway. Oscar proved to be right. The person he sat with died first, taking staff on the ward by surprise.
Dosa said there is no scientific evidence to explain Oscar’s abilities, but he thinks the cat might be responding to a pheromone or smell that humans simply don’t recognize.
Dosa said his main interest was not to delve further into Oscar’s abilities but to use Oscar as a vehicle to tell about terminal illness, which is his main area of work.
“There is a lot to tell about what Oscar does, but there is a lot to tell on the human level of what family members go through at the end of life when they are dealing with a loved one in a nursing home or with advanced dementia,” he said.
“Perhaps the book is a little more approachable because there is a cat in it. We really know so little about nursing homes, and this tries to get rid of this myth that they are horrid factories where people go to die.”
Dosa said the story of Oscar, who is now nearly five years old, initially had sparked a bit more interest in families wanting to send their loved ones to Steere House.
Oscar has even been thanked by families in obituaries for providing some comfort in the final hours of life.
But he said Oscar remains unchanged by the attention, spending most of his days staring out of a window, although he has become a bit friendlier.
“The first time I met Oscar he bit me. We have warmed over the years. We have moved into a better place,” said Dosa.
“I don’t think Oscar is that unique, but he is in a unique environment. Animals are remarkable in their ability to see things we don’t, be it the dog that sniffs out cancer or the fish that predicts earthquakes. Animals know when they are needed.”
(Editing by Miral Fahmy)











