agosto 13, 2010

È facile intercettare un telefonino digitale

Per intercettare un telefono cellulare basta ordinargli via radio di telefonare in chiaro


Sia chiaro: non voglio istigarvi a farlo, ma è importante sapere che intercettare una conversazione telefonica cellulare è fattibile, e per di più con un investimento piuttosto modesto, nonostante le promesse di chi qualche anno fa sbandierò la telefonia mobile digitale GSM come una garanzia di riservatezza.

Lo ha dimostrato recentemente dal vivo l'informatico Chris Paget alla conferenza di sicurezza informatica Defcon 18 tenutasi a Las Vegas. Paget ha creato quello che lui chiama un "IMSI catcher", ossia un "acchiappa-IMSI": un apparecchio, autocostruito spendendo circa 1500 dollari (cifra più che abbordabile per un malintenzionato), che simula un'antenna della rete cellulare GSM di uno specifico operatore telefonico scelto a piacimento dall'informatico, trasmettendo allo stesso modo e annunciandosi con lo stesso codice identificativo.

I telefonini in sala hanno iniziato a connettersi all'apparecchio di Paget anziché alla vera rete telefonica cellulare perché il suo segnale era più forte. I cellulari connessi potevano effettuare telefonate in modo assolutamente normale, ma non ne potevano ricevere. A parte un breve messaggio di avviso, per gli utenti cellulari l'acchiappaIMSI di Paget era indistinguibile da un'antenna vera.

Fatto questo, Paget era in grado di ascoltare e registrare qualunque telefonata cellulare che passasse dal suo apparecchio, memorizzando anche gli identificativi IMSI (International Mobile Subscriber Identity), IMEI (International Mobile Equipment Identity) dell'utente e del telefonino, e tutti i numeri chiamati.

Come è possibile? Dopotutto uno dei punti di forza della telefonia digitale GSM è che il segnale è automaticamente cifrato. Paget ha spiegato che il sistema GSM, utilizzato in quasi tutto il mondo, ha un problema di sicurezza davvero notevole e ben poco conosciuto: un'antenna (legittima o meno) è in grado di ordinare ai telefonini che la usano di disattivare la cifratura delle chiamate. E di farlo senza informare gli utenti. "Se io decido di non abilitare la cifratura, non faccio altro che disabilitarla. Tutto qui" ha detto Paget, spiegando che lo standard GSM specifica che gli utenti devono essere avvisati quando viene disabilitata la cifratura che protegge le loro conversazioni, ma i fabbricanti di cellulari scelgono di non mostrare questo avviso. Inoltre il GSM non prescrive l'autenticazione delle stazioni radio base: in altre parole, chiunque può realizzare una finta antenna cellulare e mettersi in ascolto.

Il problema non viene risolto utilizzando telefonini 3G che adoperano lo standard UMTS, perché c'è un trucchetto estremamente semplice: basta utilizzare un generatore di rumore radio e un amplificatore per coprire il segnale UMTS della rete e obbligare quindi i cellulari a commutare al sistema GSM. L'unico limite dell'apparecchiatura di Paget, decisamente meno costosa di quella utilizzata per le intercettazioni legali, è che richiede che l'utente intercettato si trovi nel suo raggio d'azione.

Ovviamente intercettare una telefonata è un'operazione illegale, come lo è interferire nelle comunicazioni creando falsi ripetitori cellulari. Paget è riuscito a farlo legalmente (nonostante le proteste delle autorità) ricorrendo a un espediente ingegnoso: ha svolto la propria dimostrazione sulla frequenza dei 900 MHz, che in Europa è usata appunto per la telefonia mobile GSM ma negli Stati Uniti è libera per l'uso da parte dei radioamatori, e Paget è un radioamatore. In pratica ha simulato un ripetitore GSM europeo, compatibile con i telefonini americani quadribanda.

A che scopo realizzare questa dimostrazione spettacolare? Per far vedere che il sistema GSM è insicuro e intercettabile con pochissima spesa, checché ne dica la GSM Association, e va abbandonato in favore di soluzioni più moderne. Ora che gli utenti lo sanno, potranno scegliere se tutelare la propria riservatezza meglio di quanto facciano i venditori, per esempio scegliendo modelli di telefonino che possono essere impostati in modo da non usare il sistema GSM e collegarsi solo via UMTS (3G) oppure adottando una cifratura aggiuntiva delle chiamate, per esempio con i sistemi VOIP per telefonare usando le funzioni di trasmissione dati. L'importante, come sempre, è non cullarsi in una falsa sensazione di sicurezza e non fidarsi delle promesse dei venditori.

Fonti: NetworkWorld, DarkReading, NetworkWorld, Forbes.com, Dw-world.de, The Register.
agosto 11, 2010

Come intercettare una stampante ad aghi

Le stampanti ad aghi sono intercettabili: basta ascoltarle


Ebbene sì, c'è ancora chi usa le stampanti ad aghi: quelle rumorosissime che fanno "bzzz-zzz-zzzz" e che hanno afflitto una generazione di informatici e impiegati. E continuano a farlo, perché in alcuni paesi sono addirittura obbligatorie ancora oggi per la stampa di certi tipi di documenti nei quali è necessaria la copia carbone, per esempio per le ricette mediche e le ricevute delle transazioni bancarie o le stampe dei PIN delle carte di credito, come raccontano i ricercatori dell'Università del Saarland e del Max Planck Institute for Software Systems in Germania che hanno scoperto un fatto curioso: ascoltando una stampante ad aghi è possibile intercettare quello che sta stampando.

La tecnica consiste nel registrare il rumore della stampante usando un comune microfono radio situato nelle vicinanze per poi analizzare la registrazione alla ricerca degli schemi acustici ricorrenti, che identificano spazi, parole o sequenze di lettere, procedendo non sulla base del riconoscimento dei singoli caratteri ma usando metodi statistici e un "dizionario" precompilato di suoni corrispondenti a parole specifiche, assegnando una probabilità a ciascuna parole anche in base al contesto (ossia alle parole che la circondano), come si fa con i sistemi di riconoscimento vocale. Questa tecnica è in grado di recuperare fino al 95% delle parole stampate se si conosce il contesto del materiale intercettato e fino al 72% del testo se non è noto il contesto.

L'articolo dei ricercatori spiega che questa tecnica è stata messa alla prova nel mondo reale in uno studio medico (usando, per motivi di privacy, ricette simulate per un paziente inesistente). Nonostante il rumore di fondo delle conversazioni in corso nella sala d'attesa, i ricercatori sono riusciti a ricostruire una ricetta medica nonostante il nome di un medicinale fosse stato abbreviato.

Il sistema non è perfetto: richiede per esempio un "addestramento" basato su campioni di rumori della stampante di cui si sappia già il significato e ha comunque un certo tasso d'errore. Ma per chi ha a che fare con documenti delicati e teme intercettazioni è importante sapere che esiste la sorprendente possibilità di origliare letteralmente una stampante e che quindi è opportuno prendere delle contromisure. La più banale, segnalata anche dai ricercatori, è una protezione acustica isolante intorno alla stampante: cosa che farà piacere anche a chi lavora nelle sue vicinanze. Se avete un capo tirchio ma paranoico che si rifiuta di sopprimere il baccano della stampante che vi fa impazzire, giocate con la sua paranoia e raccontategli cos'ha scoperto questa ricerca.

Nella bibliografia dell'articolo, inoltre, spiccano vari lavori di altri ricercatori che mostrano come si può intercettare il contenuto dello schermo usando il suo bagliore riflesso su una parete, intercettare segnali emessi da porte seriali non schermate, tastiere, cavi di collegamento per monitor e persino dai LED di stato di vari apparati, come modem e router. C'è di che sbizzarrirsi per gli aspiranti James Bond informatici, e c'è di che strapparsi i capelli per chi ha paura delle intercettazioni d'ogni sorta.